POKER


POKER !
di Carlo Codazzi
La rinomata ditta LU-LA è riapparsa dopo qualche tempo e l’Inter ha fatto poker!
A fare le spese della ritrovata vena realizzativa in coppia del Toro e Big Rom è stato il Benevento di Pippo Inzaghi. Le statistiche del match sono impietose al pari del punteggio perchè i giallorossi campani non sono mai riusciti ad indirizzare un tiro verso la porta difesa da Handanovic tentato di farsi una bella pennichella. Solo il freddo ha sconsigliato al portierone sloveno di sdraiarsi davanti alla porta e appisolarsi. La fase offensiva del team di Pippo Inzaghi si è ridotta al reclamo di un rigore (13′) per un intervento di Ranocchia su Lapadula che, comunque, falloso o meno, è stato effettuato fuori area. A noi, in verità, è parsa meritoria di essere punita col penalty l’entrata di Caldirola su Lautaro (15′) avvenuta (a vedere le immagini televisive) sulla riga dell’area campana che, al contrario, è stata sanzionata con una punizione dal limite dal Sig. Pasqua, probabilmente influenzato dalle precedenti proteste beneventane per l’episodio del contrasto Ranocchia-Lapadula.
L’Inter ha sbloccato il match già al 7′ grazie ad una sfortunata (per il Benevento) deviazione di Improta che ha spedito la sfera alle spalle di Montipò in seguito ad una punizione pennellata nell’area campana dal Principe danese Eriksen. La truppa di Conte ha guidato lo spartito con autorità controllando agevolmente i timidi tentativi offensivi degli ospiti per poi ripartire sfruttando, in particolare, la catena di destra dove imperversavano Hakimi e Barella. Il marocchino falliva un’occasione (34′) mancando la deviazione vincente a pochi passi da Montipò vanificando, così, il perfetto lancio di Eriksen (schierato nel ruolo di regista al posto di Brozovic, in panchina assieme a Vidal rilevato da Gagliardini) . Il Toro, a sua volta, sciupava due volte a tu per tu con Monitipò inviti deliziosi di Barella e dello stesso Hakimi. Squadre a prendere il thè con risultato ancora aperto per la poca precisione nerazzurra in fase conclusiva.
Nella ripresa gli uomini di Conte hanno aggiustato la mira e hanno chiuso il conto con facilità. Inter in pressione alta, Lautaro conquistava palla, sfruttava un rimpallo e infilava di sinistro Montipò nell’angolino basso (57′). Autostrada in discesa per l’Inter che triplicacava (67′) con Big Rom che insaccava capitalizzando l’assist del Toro che aveva intercettato un maldestro rinvio del portiere giallorosso. Vittoria in ghiaccio che permetteva a Conte di fare turn over e di mandare in campo, a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, Vidal, Sanchez e Pinamonti richiamando Barella (sontuoso come sempre), Lautaro e Lukaku. Proprio Big Rom, pescato solitario nell’area giallorossa da Sanchez, al 78′ ha fatto poker con un destro preciso. Oltre alle tre reti marcate, l’Inter ha collito un palo con Eriksen (tiro deviato) e sciupato un’opportunità con Hakimi che ha alzato la mira di testa da ottima posizione.
Il bel poker rifilato alla formazione guidata da Pippo Inzaghi che aveva creato grosse difficoltà alle altre Big (la Juve a Benevento non è andata oltre al pari) è il miglior viatico alla sfida di coppa con i rivali bianconeri. Un poker che ha sterilizzato in parte un’altra mano di poker : 1) la campagna denigratoria contro Lukaku che, a detta di Paolo Maldini, ha dato il via allo scontro con ibra aggredendo i malcapitati Romagnoli e Saelemaekers. 2) la non difesa di Big Rom da parte della società nerazzurra 3) la clamorosa bocciatura di Suning dello scambio Sanchez-Dzeko per risparmiare spiccioli (3/4 milioni tali sono ai massimi livelli di calcio professionistico, peraltro dovuti al fisco italiano e spalmabili in 24 rate mensili) 4) L’allungamento della striscia di rigori a favore della capolista (leggi Milan) che ha raggiunto, appena oltre il giro di boa, una cifra record che ha dello stupefacente.
Considerando i punti sopra esposti che compongono un poker davvero deprimente il compianto Massimo Troisi esclamerebbe : “Non ci resta che piangere”. Noi aggiungiamo che non ci resta che sperare nel buon lavoro di mister Conte e nella determinazione dei suoi uomini sperando che ci regalino, in campo, altri poker come quello ammirato col Benevento.
La sensazione è che per vincere lo scudetto a Conte e ai suoi ragazzi, per ragioni extra campo, non basti una mano di poker ma occorra calare una scala reale.
TABELLINO
INTER – BENEVENTO 4-0 (pt 1-0)
Marcatori: 7′ aut. Improta (B), 57′ Martinez (I), 67′ Lukaku (I), 78′ Lukaku (I)
Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar (28′ st de Vrij), Ranocchia, Bastoni; Hakimi, Barella (19′ st Vidal), Eriksen, Gagliardini (36′ st Sensi), Perisic; Lukaku (36′ st Pinamonti), Martinez (28′ st Sanchez). A disp.: Padelli, Radu, Kolarov, Young, Darmian, Brozovic. All.: Conte (Stellini in panchina)
Benevento (4-3-2-1): Montipò; Caldirola (15′ st Pastina), Glik, Barba; Depaoli, Ionita (25′ st Tello), Viola (15′ st Schiattarella), Hetemaj, Improta (25′ st Foulon); Caprari (31′ st Insigne), Lapadula. A disp.: Manfredini, Luczialemnte sterilizzato atelli, Basit, Dabo, Masella, Di Serio, Iago Falque. All.: F. Inzaghi
Arbitro: Piccinini
Ammoniti: Caldirola, Depaoli (B)

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