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Darkness & flashes

Servizi di Carlo Codazzi

INTER – SHAKHTAR (6^ GIORNATA GRUPPO B CHAMPIONS LEAGUE)

Inter-Shakhtar 0-0 Sanchez incorna per il goal, Big Rom ribatte (dal sito uff. Shakhtar)
Inter-Shakhtar 0-0 Lukaku devia di testa, Trubin vola e sventa (da calcioinpillole.com)
Inter-Shakhtar 0-0 Entrata da rosso di Vitao su Lukaku (da tgcom24.mediaset.it)

Improvvisamente è calato il buio.

Le speranze di qualificazione agli ottavi di Champions dell’Inter si sono infrante sulla muraglia eretta dallo Shakhtar a protezione della propria porta. Lo zero a zero finale ha condannato i nerazzurri all’ultimo posto del girone B e alla precoce eliminazione dall’Europa poiché anche l’accesso ai 16mi di Europa League è sfumato. Nella coppa minore è retrocessa la formazione ucraina allenata da Castro che ha adottato il “catenaccio” difensivo proprio come nel match di andata.

Ha ragione Conte quando dice che gli avversari rispettano l’Inter così tanto da rinnegare il proprio credo tattico per ereggere barricate e fortificazioni difensive da far arrossire gli appassionati del calcio champagne.

Castro non ha minimamente pensato che una vittoria avrebbe potuto consentire ai suoi di proseguire il cammino in Champions e ha puntato tutto sulla qualificazione al torneo minore. Difesa a 5 per gli ucraini con un’altra linea a 4 schierata a protezione della difesa e un finto centravanti piazzato, comunque, sempre dietro la linea della palla. Doppia marcatura su Lukaku per tagliarli i rifornimenti e raddoppi sistemaci sulle corse esterne per chiuderle a Brozo e soci.

Il piano di Castro ha rischiato di saltare, dopo pochi minuti dall’avvio, quando una fuga sulla destra di Barella e il suo centro con velo di Big Rom hanno liberato al tiro Lautaro che, con un missile di destro, ha spedito la palla a sbattere sulla parte inferiore della traversa con Trubin impietrito. Purtroppo, per il puntero argentino e per l’Inter, la sfera è rimbalzata al di qua della linea di porta.

La truppa nerazzurra, priva di Vidal, ha attaccato costantemente, ma con un andamento troppo lento e senza uomini abili nell’uno contro uno era difficile trovare lo spunto decisivo. Conte predicava calma perché il goal qualificazione poteva arrivare anche nei minuti finali, ma un eventuale rete in break degli ospiti avrebbe chiuso completamente i giochi. Le due sconfitte del Real, infilato più volte in ripartenza, con lo Shakhtar suggerivano prudenza, ossia un attacco ragionato e non all’arma bianca. Un intervento da tergo su Lukaku avrebbe meritato l’estrazione del cartellino rosso per l’autore del fallo. Così non è stato.

Altre occasioni capitate a De Vrij, Skriniar, Lukaku e Lautaro non sono state sfruttate e cosi, nella seconda frazione, l’Inter doveva spingere ancora per sbloccare la pratica. Trubin è volato a deviare in corner una splendida capocciata di Lukaku, poi la luce sul fronte nerazzurro si è fatta via via fioca. Chance a vuoto per Lautaro, poi Conte ha immesso Hakimi e Sanchez per far crollare il muro difensivo ospite. Nulla da fare. Si è fatto vedere in avanti, finalmente, lo Shakhtar con un break che ha consentito a Taison di battere a rete, ma Handanovic ha sventato il pericolo. Poco prima Skriniar aveva alzato di poco la mira incornando da ottima posizione poi, nell’assedio finale, è accaduto l’imprevedibile: sugli sviluppi di un corner, cross dalla corsia destra e incornata perentoria di Sanchez che ha bruciato i centrali avversari ma sulla traiettoria la sfera, destinata nel sacco, ha incocciato nella testa di Lukaku che, stremato, non era riuscito a risalire per tempo dalla posizione di offside. È stato il segnale inequivocabile che il dramma sportivo interista era ineluttabile.

Spiccioli nel finale anche per Eriksen che con una bordata dal limite ha costretto, all’ultimo respiro, Trubin ad un difficile intervento per alzare la palla oltre la sbarra. L’ultimo, estremo, sussulto poi la gioia ucraina e lo sconforto nerazzurro. Luci a S. Siro non brillavano più e per l’Inter è stato buio pesto.

Nel mirino di media e tifoseria interista è finito Conte per la strategia adottata per venire a capo di una partita che, per i più, l’Inter avrebbe dovuto vincere fischiando e con le mani in tasca. In particolare, la critica ha concentrato il fuoco sui cambi tardivi e sugli spiccioli di match concessi a Eriksen. Futuro di tecnico e squadra avvolto dalle tenebre.

Lo Shakhtar sfotte l’Inter e Lukaku sul proprio sito ufficiale

IL TABELLINO

Inter-Shakhtar 0-0

Inter: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni (dal 40’ s.t. D’Ambrosio); Hakimi (dal 40’ s.t. Darmian), Barella, Brozovic, Gagliardini (dal 30’ s.t. Sanchez), Young (dal 23’ s.t. Perisic); Lukaku, Lautaro (dal 40’ s.t. Eriksen). Allenatore: Conte

Shakhtar: Trubin, Dodo, Bondar, Vitao, Matviienko; Kovalenko, Stepanenko, Maycon; Tete (dal 19’ s.t. Patrick), Marlos (dal 19’ s.t. Solomon), Taison (dal 41’ s.t. Dentinho). Allenatore: Castro.

Arbitro: Slavko Vinčić

Ammoniti: Vitao (S), Gagliardini (I), Hakimi (I), Trubin (S)

CAGLIARI-INTER 11^ GIORNATA SERIE A

Cagliari-Inter 1-3 D’Ambrosio entra e segna il goal del sorpasso (da sport.periodicodaily.com)
Cagliari-Inter 1-3 Volée di Barella e l’Inter pareggia (da sport.virgilio.it)

A Cagliari contro i rossoblu di Di Francesco il sole è tornato a splendere sulla truppa di mister Conte che ha superato con merito l’avversario. Una prova convincente non priva di brividi e sofferenza.

Non è bastato il dominio costante del gioco all’Inter per mettere facilmente sotto il Cagliari predisposto a difesa e ripartenza. In realtà di ripartenze i rossoblu ne hanno abbozzate poche e Cragno ha dovuto fare gli straordinari per impedire alle mareggiate interiste di travolgere la sua squadra.

Di Francesco ha convertito il 4-2-3-1 iniziale al 5-4-1 quando ha trovato, sorprendentemente, il vantaggio grazie ad una prodezza del talentuoso Sottil, abile a raccogliere una respinta di Skriniar ad una sua prima conclusione e a mandare, con un sinistro al volo, la palla nell’angolo lontano fulminando Handanovic.

Nuvole nere si profilavano sull’orizzonte nerazzurro dopo che Lukaku e soci avevano sfiorato la rete in almeno sette circostanze. Cragno in formato Superman ha tolto la gioia del goal a Sanchez e per tre volte a Lukaku. Anche Bastoni, Barella e Perisic (occasionissima subito dopo la rete di Sottil) hanno sprecato da ottima posizione così si è materializzata la beffa di Sottil nel finale di frazione. Finale di tempo che poteva essere ancora più beffardo se Pavoletti non si fosse divorato il raddoppio, a pochi passi dalla porta interista, proprio sul gong.

Conte ha dato spazio dal 1’ a Eriksen che è partito forte fornendo un cioccolatino, dopo pochi minuti dall’avvio, a Big Rom sventato da una prodezza di Cragno. Sulla respinta del portiere rossoblù il danese si è visto respingere in extremis il tap in da un difensore avversario. Poco minuti dopo, Eriksen ha imbeccato Bastoni che ha sparato a lato da posizione favorevolissima. Lampi di classe che non hanno avuto continuità perché si è accesa la spia rossa nel motore del centrocampista ex Tottenham che è stato rilevato da Sensi dopo un’ora di gioco. Spia accesa anche per l’Inter, così Conte ha gettato nella mischia Lautaro e Hakimi. Nerazzurri a trazione anteriore con passaggio al tanto invocato (da media, opinionisti e tifoseria) piano B. Il piano è consistito nel variare lo spartito tattico dal 3-5-2 al 4-3-1-2 con Sensi nel ruolo di mezzala sinistra, Hakimi in quello di terzino destro e Sanchez a rivestire i panni di trequartista. È montata così la marea interista che spinto 3 palloni nel sacco rossoblù. Il primo lo ha scaraventato dentro Barella con una volée di destro a sfruttare una respinta di pugno di Cragno su azione d’angolo nerazzurra. A mettere in rete il pallone del sorpasso è stata la testa di D’Ambrosio (appena entrato in campo per sostituire l’infortunato Hakimi) che ha raccolto un invito di Barella dalla destra. Perla finale di Lukaku autore di una fuga per la vittoria grazie all’imprudente avanzata in attacco di Cragno in occasione di un angolo per i rossoblu. Big Rom si è involato saltando facilmente il tentativo di rientro di Cragno per poi scaraventare rabbiosamente in rete la sfera a porta sguarnita. Rete propedeutica a scacciare i fantasmi dell’involontario salvataggio pro Shakhtar del mercoledì precedente.

Vittoria importante che ha avvicinato l’Inter alla capolista cui ha risucchiato 2 punti. Ne mancano solo 3 per l’aggancio in vetta e il lampo di Cagliari ha ridato brillantezza al motore nerazzurro.

Cagliari-Inter 1-3 Big Rom fuga per il goal (da strettoweb.com)

IL TABELLINO

Cagliari-Inter 1-3 (pt 1-0)
 
Marcatori: 42′ p.t Sottil (C), 78′ Barella (I), 84′ D’Ambrosio (I), 90′ + 3′ Lukaku (I)
Cagliari (4-2-3-1):Cragno; Faragò (23′ s.t Klavan), Walukiewicz, Carboni (44′ s.t Simeone) Lykogiannis; Marin, Rog; Zappa, Joao Pedro, Sottil (23′ s.t Nandez); Pavoletti (30′ s.t Cerri). Allenatore: Di Francesco

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni (27′ s.t Lautaro Martinez); Darmian (13′ s.t Young), Barella, Brozovic, Eriksen (13′ s.t Sensi), Perisic ((1′ s.t Hakimi (38′ s.t D’Ambrosio)); Lukaku, Alexis Sanchez. Allenatore: Conte.

Arbitro: Fabrizio Pasqua (di Tivoli)

Ammoniti: 10′ p.t Faragò (C), 16′ p.t Darmian (I), 26′ s.t Pavoletti (C)

INTER-NAPOLI 12^ GIORNATA SERIE A

Inter-Napoli 1-0 Big Rom segna dal dischetto la rete della vittoria (da gazzetta.it)
Inter-Napoli 1-0 Samir “Man of The Match” (da Corriere.it)

Samir Handanovic ha messo la firma al big match di S.Siro che l’Inter si è aggiudicato superando il Napoli col minimo vantaggio per portarsi a un solo punto dalla testa della classifica. A firmare in calce la vittoria si è aggiunto Lukaku che ha trasformato da par suo il rigore decisivo.

Partita col freno a mano tirato per le due sfidanti molto attente a non prestare il fianco all’avversario. Conte ha proposto l’abituale spartito con difesa a tre, due esterni a tutta fascia, tre mediani puri in mezzo e la Lu-La in attacco. Gattuso ha risposto con un 4-2-3-1 con Mertens riferimento avanzato sostenuto dal trio Insigne-Zielinski-Lozano. L’occasione grossa per sbloccare il match è capitata (17′) sul sinistro di Lautaro che ha spedito di poco fuori l’invito di Darmian. I partenopei hanno risposto con un bordata dal limite di Zielinski terminata larga. Null’altro sui taccuini prima del thè a parte un braccio di Insigne, a interrompere un’avanzata interista, ignorato da Massa e il serio infortunio che ha costretto Mertens ad abbandonare la contesa a vantaggio di Petagna.

Ritmi da accademia anche nella prima parte della ripresa che si è accesa quando Handanovic ha compiuto un miracolo (69′) per sventare una deviazione di tacco sotto misura di Insigne. L’ingresso di Sensi (unica arma potenzialmente offensiva in panchina per Conte con Sanchez e Pinamonti fermi ai box) ha vivacizzato la manovra nerazzurra e proprio un suo tiro rimpallato ha permesso a Darmian di superare con un tocco Ospina che è stato costretto ad atterrarlo. Penalty evidente che Massa ha correttamente assegnato innescando le proteste napoletane, in particolare quelle di un esagitato Insigne che ha insultato il direttore di gara rimediando il cartellino rosso. Nel post match mister Gattuso ha deluso tutti definendo dubbio il rigore e attaccando l’arbitro che, a suo dire, avrebbe dovuto tapparsi le orecchie ignorando l’offesa di Insigne aggravata, a nostro avviso, dal ruolo di capitano che lo stesso attaccante partenopeo riveste. Tante critiche a Conte per i suoi sfoghi post match e molta benevolenza nei confronti del tecnico calabrese. Solita bilancia sballata con pesi e misure diverse.

Dopo la sceneggiata napoletana, consueto copione per Big Rom: palla in rete con Ospina completamente spiazzato. Una rete di vantaggio e l’uomo in più hanno paralizzato muscoli e gambe a Brozovic e compagni anziché galvanizzarli così, nei minuti finali, si è assistito all’assedio partenopeo che ha obbligato Handanovic a due interventi salva risultato. Tanto bello quanto complicato quello compiuto dallo sloveno per neutralizzare un tentativo (80′) di Politano innescato da un fallo vistoso commesso ai danni di De Vrij non rilevato da Massa.

Bastonata dalla sfortuna in questo avvio di stagione, l’Inter si è presentata all’incasso (parziale, Il credito con la dea bendata resta ampio) ed è stata aiutata dal palo, sul filo di lana (92′), che ha respinto la palla calciata di sinistro da Petagna bravo a farsi beffe di De Vrij.

Triplice fischio a porre fine ai brividi dei nerazzurri che hanno realizzato una “manita” di vittorie consecutive in campionato insidiando il primato del Milan fermato dal Genoa. Ora la classifica vede i rossoneri a quota 28 con l’Inter 1 punto sotto.

Dopo il buio di coppa, due lampi dell’Inter contiana ad illuminare il suo cammino di avvicinamento alla testa della classifica di campionato.

Inter-Napoli 1-0 Insigne offende Massa e scatta il rosso (da video.virgilio.it)
Inter-Napoli 1-0 Big Rom e segna ed è doppio arciere con il “Toro” (da ilgiornaledivicenza.it)

IL TABELLINO

Inter-Napoli 1-0 (pt 0-0)

MARCATORI: 73′ Lukakurig. su (I)

INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Darmian, Barella, Brozovic (22′ st Sensi), Gagliardini, Young (41′ st D’Ambrosio); Lukaku, Martinez (32′ st Hakimi). A disposizione: Radu, Padelli, Ranocchia, Kolarov, Eriksen, Wieser, Perisic, Satriano. Allenatore: Conte. 

NAPOLI (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui (39′ st Ghoulam); Bakayoko (29′ st Ruiz), Demme (39′ st Elmas), Zielinski (29′ st Politano); Lozano, Mertens (16′ pt Petagna), Insigne. A disposizione: Meret, Contini, Malcuit, Maksimovic, Hysaj, Rrahmani, Lobotka. Allenatore: Gattuso. 

ARBITRO: Massa (di Imperia)

NOTE: Espulso al 27′ st Insigne (N). Ammoniti: Brozovic, Lukaku, Skriniar, D’Ambrosio, Handanovic (I); Bakayoko, Ospina, Lozano (N). Recupero: 2′ pt, 4′ st.

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