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Il ritorno

Il match ball è di D’Ambrosio (da PassioneInter.com)

IL RITORNO DELLA PAZZA INTER

di Alessandro Roncaglia

Era nell’aria e si è presentata puntuale, al primo squillo del campionato.

Aspettavamo in un S.Siro pressochè deserto lo sbarco di una squadra solida, schiacciasassi, regolare….e invece è arrivata lei.

Bella e non impossibile, leggera e frizzantina, in grado di farci disperare e poi battere forte il cuore come la sera della nostra prima uscita con una ragazza….la pazza Inter è tornata, e stavolta portandoci in dono una grande gioia.

Eh già, perché anche se pare incredibile leggendo i commenti negativi di molti tifosi insoddisfatti e pessimisti, e di una critica televisiva da “prostituzione intellettuale”(cit.Josè Mourinho) che ha saputo creare ad arte una polemica sulle regola delle cinque sostituzioni che avrebbero favorito l’Inter anziché battere il dente sull’ennesimo scandalo giudiziario che sta colpendo la Juventus col caso Suarez… la nostra squadra ha vinto!

E farlo così, all’ultimo minuto e dopo un’incredibile ed emozionante rimonta, lascia una sensazione positiva. E ci porta anche 3 punti di ottimo auspicio per l’inizio del campionato, visto anche il mezzo passo falso dei gobbi a Roma. E grazie Danilo D’Ambrosio, ormai specialista degli ultimi minuti e dei gol decisivi, eroe perennemente inatteso, sembra una contraddizione ma possiamo ormai definirlo così.

L’analisi della partita non può prescindere quindi dal finale, che è parte (e decisiva) della gara e del suo esito. Conte con cambi giusti e osando molto l’ha portata a casa. Ma non possiamo nemmeno far finta di non notare quanto successo prima, e i brividi di terrore che il fantasma di Ribery ci ha fatto scorrere imperversando con le sue scorribande per quasi tutta la partita nel castello semideserto della nostra difesa.

La formazione iniziale con cui siamo scesi in campo in effetti non lasciava presagire il meglio. Young preferito al grande acquisto del nostro mercato estivo Hakimi come esterno destro, e poi soprattutto l’inedita “difesa a 1”.

L’aspetto che mi preoccupa di più della nostra stagione è proprio questo: com’è possibile in nome di autofinanziamento e risparmi sul monte ingaggi (temi tanto cari alla nostra proprietà che ce li ripete come mantra) rinunciare a un campione come Godin (proprio l’uomo che col suo ingresso in pianta stabile post lockdown ha sistemato la nostra retroguardia),e prossimamente a un giocatore del livello di Skriniar (più una onorevole riserva che è stata in questi anni Ranocchia) per adattare due terzini a centrali su tre posti disponibili? Perchè smantellare così la migliore difesa della scorsa stagione?

Vedremo cosa ci dirà il mercato in questi ultimi giorni, ma la prestazione in particolare di Kolarov in quel ruolo è stata inquietante e la scelta in sé di “tagliare” sui centrali marcatori di ruolo per avere giocatori più forti in impostazione nella difesa a 3 la posso condividere contro le piccole squadre, ma non certo contro quelle di livello medio alto, specie se ci sono assenze nel reparto: un solo sostituto di Skriniar (speriamo un nome top nel caso), non basterebbe. Ok il sogno Kantè, ma a che prezzo e con che strategia?

Tornando al riassunto della partita, dopo la bamba iniziale di Kolarov e compagni sull’innocuo cross di Biraghi e il vantaggio viola immediato di Kouamè, abbiamo corso nel primo tempo altri rischi senza trovare il bandolo della matassa. Brozovic ed Eriksen trotterellavano per il centrocampo chiedendo il pallone nei piedi e rallentando il gioco, mentre Lautaro trovava lo spunto per un penalty che il var ci toglieva (parentesi…Caceres sgambetta nettamente Lautaro ma prima tocca appena, sfiorandolo e non spostandolo dalla giocabilità dell’attacacante il pallone….perchè tutti a dire che non è rigore?Il regolamento è cambiato o lo ricordo male io?).

Ma poi dal nulla all’ultimo minuto del primo tempo lo stesso campioncino argentino si inventava un gol da cineteca da fuori area con un bellissimo piatto a giro sul secondo palo e riportava la partita in parità.

Nella ripresa abbiamo visto un’altra Inter, trascinata dallo stesso Lautaro che caparbiamente dopo un’azione personale trovava l’autorete di Ceccherini sulla sua conclusione portandoci in vantaggio.

Ma ecco che la pazza Inter anziché gestire il vantaggio e proteggere la sua difesa “a 1” si sbilanciava in avanti con Brozovic e Barella nella metà campo avversaria mentre per il solito Ribery servire Castrovilli solo in area era un gioco da ragazzi. E lo era anche replicarsi subito dopo mandando in gol Chiesa che dopo una prestazione totale a tutta fascia non aveva difficoltà ad appoggiare in rete davanti a uno statico Handanovic.

Se al nostro portiere non diamo colpe specifiche sui gol subiti (ma come al solito nemmeno meriti, la percentuale delle sue parate e dei suoi salvataggi non è più da portiere da top club da tempo), dall’altra parte Dragowsky era come di consueto quando incrocia i nostri colori in serata di grazia. Perisic sciupava solo davanti a lui l’ennesima occasione, e la notte sembrava farsi cupa.

Poi la cartolina della partita….l’ingresso di Vidal e Nainggolan contemporaneamente dalla panchina è un’immagine che noi tifosi non scorderemo per tempo: l’emblema della forza della nostra rosa quest’anno, una volgare dimostrazione di potenza nei confronti degli avversari.

Hakimi,Sensi al posto di uno spento Eriksen, i due guerrieri tatuati e infine lui, Alexis Sanchez. L’ultima carta estratta dal mazzo del mago Conte, che cambiava la squadra in un 4-3-1-2 con interpreti d’assalto per i 20 minuti finali, risulterà essere proprio l’uomo chiave,  prima lanciando splendidamente Hakimi che involandosi come un treno sulla fascia destra appoggiava in mezzo per la comoda conclusione in rete del 3 pari di Romelone Lukaku.

Il “Toro” festeggia il gol del momentaneo 1-1 (da CalcioMercato.com)

Mancavano solo tre minuti ma l’entusiasmo e l’inerzia della partita erano venuti dalla nostra, e così sperare non costava nulla. E nemmeno il tempo di capire cosa stesse succedendo che ancora Alexis inventava uno splendido cross a spiovere sul secondo palo su cui il più rapido e deciso a svettare era il nostro D’Ambrosio, che di tesa insaccava il 4 a 3 finale!

Da far venir giù S.Siro, se non fosse per le sole 1.000 persone presenti causa norme covid.

Questa la storia della nostra prima uscita, adesso avanti il Benevento per capitalizzare il pareggio della Juventus a Roma e per stare la passo di Milan,Atalanta e Napoli partite col vento in poppa….

Ma prima voglio fare un auspisicio, anzi una richiesta alla nostra Società: non cedete Nainggolan! I tifosi lo amano, gli avversari lo temono, non vogliamo perdere ancora una volta il campionato per un suo gol contro di noi né fare l’ennesimo regalo al Cagliari che si permette per bocca del suo allenatore di far la voce grossa. OK l’autofinanziamento ma chi ci ha acquistato ricordi (come ama ripetere) che siamo l’Inter, e ci sono dei limiti.

Il ninja non si regala, l’abbiamo pagato in pratica 100 mln (considerando il cartellino di Zaniolo) due anni fa, l’anno scorso ha segnato più del nostro centrocampo messo insieme e con una stagione lunga e 5 cambi a partita, considerando anche la fragilità muscolare di Sensi, un giocatore del suo livello e della sua grinta che può interpretare tutti i ruoli del centrocampo non si dà via per risparmiare uno o mezzo stipendio (Godin bis) né per due spiccioli.

Forza Inter!

IL TABELLINO

INTER-FIORENTINA 4-3 (pt 1-1)

Marcatori: 4′ Kouame (F), 45’+2 Lautaro (I), 52′ aut. Ceccherini (I), 57′ Castrovilli (F), 63′ Chiesa (F), 87′ Lukaku (I), 89′ D’Ambrosio (I)

Inter (3-4-1-2): Handanovic; D’Ambrosio, Bastoni, Kolarov; Young (20′ st Hakimi), Barella (30′ st Nainggolan), Brozovic (29′ Vidal), Perisic (33′ st Sanchez); Eriksen (19′ st Sensi); Lautaro, Lukaku. Allenatore: Conte

Fiorentina (3-5-2): Dragowski; Caceres, Ceccherini, Milenkovic; Chiesa (23′ st Lirola), Bonaventura (16′ st Borja Valero), Amrabat, Castrovilli, Biraghi; Ribery (38′ st Cutrone), Kouame (17′ st Valhovic). Allenatore: Iachini

Arbitro: Calvarese

Ammoniti: Barella (I), Ceccherini (F)

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