Il colpevole

Ci scusiamo per il ritardo nella pubblicazione del servizio (comunque attuale contenendo riflessioni che riguardano sopratutto gli eventi interisti successivi alla finale di Colonia) dovuto alle ferie dei Consiglieri del club incaricati a detto compito.
IL COLPEVOLE
di Alessandro Roncaglia
Così vicini a realizzare un sogno, un obiettivo, un traguardo.
Mancava solo l’ultima fatica, un ostacolo scivoloso ma non impossibile da saltare. Eppure l’Inter è caduta sul più bello, portando un dispiacere a milioni di tifosi che da 9 anni aspettavamo un momento così e regalando, invece, una gioia ai nostri rivali, soprattutto ai “gobbi” che dall’alto dei loro abituali trionfi europei (storici e recenti…) prima della finale dicevano di snobbare una competizione come l’Europa League perchè non alla loro altezza. Ovviamente, immediatamente dopo il nostro tonfo fragoroso hanno esultato come non mai e ci hanno riempito di sfottò, consci che eravamo pronti a fare lo stesso, in caso di vittoria nerazzurra, nei loro confronti e a fargli pesare che fuori dal giardino di casa loro non sanno che collezionare brutte figure.
Sarebbe stato fantastico poter alzare una coppa internazionale e andare poi a giocarci con il Bayern il titolo di Supercampione d’Europa con la speraranza di vincere quella Supercoppa sfuggita 10 anni fa per poi tornare al Mondiale per club e magari vincerlo. Un gran bel sogno…
La mente correva e i sogni diventavano sempre più veloci….poi una deviazione sfortunata del nostro cannoniere e uomo simbolo, eroe fino a quel momento, e nella trama di una partita tanto spietata da sembrare scritta da un tifoso bianconero… “puff” la nuvoletta del sogno è svanita in un attimo sostituita da un pensiero che credo ogni interista abbia fatto quella notte: tra quanto ci ricapiterà un’occasione così?

Quest’anno in effetti, pur in una stagione funestata dalla tragedia della pandemia mondiale che l’ha resa surreale mettendone in discussione la prosecuzione, si erano improvvisamente create le condizioni per riuscire a portare a casa una vittoria in Europa, seppur non quella di massimo livello.
Nei prossimi anni, visto che fortunatamente il nostro percorso di crescita ci sta portando a giocare stabilmente in Champions, dovendocela vedere con club più forti e con maggiore disponibilità di spesa delle loro proprietà rispetto a Suning e con un gap che ogni anno aumenta rispetto a loro (vi dicono niente i nomi di City, PSG, Liverpool, United, Real, Barcellona?) ci ricapiterà di rigiocarci una finale? Per giunta da favoriti?
La partita contro il Siviglia non è stata certo giocata al massimo delle nostre possibilità ma, pur giocando sotto tono, l’Inter ha, come quasi sempre avvenuto sotto la gestione Conte, avuto più occasioni da gol degli avversari.
Pochi giocatori hanno fornito prestazioni individuali all’altezza. Si può parlare di tensione, insicurezza, nervosismo, “braccino”. Molti giocatori giovani (anche se il migliore dei nostri nella finale si è rivelato Bastoni, brillante per personalità e grande scommessa vinta di Conte che lo ha imposto titolare), ma anche molti “mezzi campioni”. Lautaro ha grandi colpi, ma è sparito sul più bello. Handanovic è stato un grande portiere negli ultimi anni, ma poteva fare di più, almeno sul primo goal, ed essere decisivo come il suo corrispettivo Bono del Siviglia che lo è stato due volte su Lukaku e Moses soli a tu per tu con lui.
Con prestazioni individuali leggermente superiori si poteva vincere una partita in cui, al netto del suo miglior giro palla e di un pressing alto costante ed efficace, il Siviglia ha avuto la meglio soltanto con 2 tiri in porta e mezzo realizzati in gioco aereo da situazioni di palla ferma (2 da corner).

Per Conte è mancata l’esperienza di giocare queste partite, per molti tifosi è invece diventato il mister il bersaglio contro cui sfogare il proprio nervosismo dopo l’ennesimo sfogo al sapore di addio davanti alle telecamere nel post match della finalissima.
Dal sogno all’incubo, persa la Coppa e tutto da rifare, la sequenza di vittorie consecutive e il senso di crescita e ottimismo hanno lasciato spazio a frustrazione, rassegnazione e, in molti casi, alla rabbia contro un unico capro espiatorio: Antonio Conte.
Conte colpevole, dunque, di non aver effettuato cambi adeguati nel match, di non aver vinto in Europa ancora un volta, e quindi di non aver vinto niente quest’anno, arrivando secondo in campionato ed Europa League. Inoltre, per certi tifosi interisti, pure reo di non amare e rispettare il nostro club che ha criticato pubblicamente nelle figure di alcuni nostri dirigenti, modalità cui non si era abituati e sgradita a parte dei supporters della “Beneamata”.

Nei giorni seguenti il ko di europa League, dopo un meeting molto atteso, contro ogni aspettativa il nostro giovane Presidente Zhang è riuscito a sistemare la situazione evitando la separazione con il nostro mister garantendo la continuità di un percorso di crescita appena iniziato, ma che si è già visto sul campo in maniera evidente quest’anno. Le notizie uscite relativamente al mercato interista hanno, però, aumentato l’astio di diversi nostri tifosi nei confronti del “colpevole”.
Il punto di massima di questo sentimento che ha spaccato in due la tifoseria è stato toccato con l’acquisto di Tonali da parte del Milan dopo che sembrava in nostro pugno. Acquisto praticamente concluso poi mollato dalla dirigenza nerazzurra. Per colpa di Conte secondo alcuni nostri sostenitori che si sono sfogati sul web contro il mister che al giovane talento Tonali avrebbe preferito il 33 enne Vidal “bollito”, a loro parere, e pure ex gobbo. Disappunto aumentato con l’ingaggio di un altro giocatore “anziano” , ovvero il 35 enne Kolarov (acquisito praticamente gratis).
Brozovic sul mercato per 50-60 mln? Colpa di Conte che vuole Vidal (a zero). Skriniar sul mercato? Colpa di Conte che gioca con la difesa a 3 (e vuole Vidal).
Vidal (33 anni e grande stagione disputata al Barcellona) in realtà arriva gratis al posto di Borja Valero (37enne riservissima). “Arturo guadagna di più – fanno, però ,osservare gli anti Conte – e ci dispiace che Suning debba pagare uno stipendio più alto per colpa del mister”.

Il Barcellona vuole Lautaro? Colpa di Conte anche se è quello che si è impuntato stoppandone la cessione che, invece, la nostra Società ha portato avanti non certo a fari spenti dialogando col Barcellona per mesi fermando le trattative per rinnovare il contratto al “Toro”…”e poi vuole Vidal!”
Forse, riusciremo a prendere Kantè (29 anni), dopo Lukaku ed Hakimi venuti grazie alla presenza di Conte. “Kantè? Ma è vecchio anche lui, vogliamo degli under 23….e poi sto Vidal!” I commenti acidi degli “haters” di Conte. “Meglio non vincere, ma avere giocatori giovani di prospettiva su cui costruire una squadra nel tempo, sta distruggendo la squadra e lascerà solo macerie, sembriamo un ospizio per ex giocatori, la squadra deve essere fatta dal DS e dalla Società, il mister deve stare solo zitto e adattarsi ai giocatori presi e allenarli (Aiuto! Abbiamo visto come sono stati bravi i nostri dirigenti nell’individuare i giocatori giusti e quanto ci hanno fatto stare a livelli alti e vincere in questi anni pre Conte!), prende 12 mln l’anno e dobbiamo anche comprare giocatori forti? Conte deve vincere con una squadra media, se ci comprano campioni non va bene se no li posso allenare pure io, l’Inter è già fortissima, abbiamo tanti campioni e bastano un paio di giovani e vinciamo, non fa giocare Eriksen (vero)”.
Questi i contenuti medi dei commenti anti mister.
Ma hanno ragione i tanti tifosi “haters”? Il nostro problema è l’allenatore (come ogni anno e come accade da tanti anni anche ai nostri cuginastri rossoneri) o Conte ha svolto un buon lavoro e può riportarci a vincere se ben supportato dentro e fuori dal campo (come chiede)?
Al quesito risponderemo nel prossimo editoriale dove, forse, avremo più certezze sul proseguimento del nostro mercato estivo.
Un saluto nerazzurro a tutti !

IL TABELLINO DELLA FINALE DI EUROPA LEAGUE 2020
SIVIGLIA-INTER 3-2 (pt. 2-2)
Marcatori: 5′ rig. Lukaku (I), 12′ De Jong (S), 33′ De Jong (S), 35′ Godin (I), 74′ Lukaku aut. (S)
Siviglia (4-3-3): Bounou; Navas, Koundè, Diego Carlos, Reguilon; Jordan (40′ st Gudelj), Fernando, Banega; Ocampos (25′ st El Haddadi), De Jong (40′ st En Nesyri), Suso (32′ st Vazquez). A disp: Vaclik, Diaz, Perez, Torres, Lara, Escudero, Gomez, Rodriguez. All.: Lopetegui
Inter (3-5-2): Handanovic; Godin (45′ st Candreva), De Vrij, Bastoni; D’Ambrosio (32′ st Moses), Barella, Brozovic, Gagliardini (32′ st Eriksen), Young; Lukaku, Martinez (32′ st Sanchez). A disp: Padelli, Ranocchia, Skriniar, Biraghi, Sensi, Borja Valero, Agoume, Esposito. All.: Conte
Arbitro: Makkelie.
Ammoniti: Diego Carlos, Banega (S), Barella, Bastoni, Gagliardini, Lukaku (I)
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