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Orgoglio e pregiudizio

Parma-Inter 1-2 L’abbraccio a Bastoni autore del gol partita

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

di Carlo Codazzi

L’Inter ha visto il baratro al Tardini, ma con un doppio colpo dei suoi centrali difensivi ha steso il Parma sul filo del gong ribaltando il risultato e conquistando i 3 punti in palio.

Grazie alla vittoria per 2-1 ai danni dei crociati, la truppa di Conte è salita a quota 61 punti, allungando sulla Roma, quinta della graduatoria, e rafforzando considerevolmente le possibilità di qualificazione alla prossima Champions League essendo a +13 sui giallorossi. Magra soddisfazione direte voi, invece no. Dopo l’infausto pari col Sassuolo e dopo il successo juventino sul Lecce, Handanovic e soci sono scesi in campo al Tardini sotto di 11 punti dalla capolista e il rischio che la truppa di Conte mollasse gli ormeggi per andare alla deriva nel mare della mediocrità era altissimo. Per questo abbiamo scritto che l’Inter ha visto il baratro dopo essere passata in svantaggio al quarto d’ora “bucata” da Gervinho. Fino all’84’ la “Beneamata” è stata sull’orlo del burrone con ampie possibilità di precipitare in classifica. L’Atalanta era soltanto un gradino più giù, pronta a soffiare agli uomini di Conte la terza piazza.

La cronaca del match

Nerazzurri in campo col tradizionale 3-4-1-2 con il rientro dal 1’, rispetto al match col Sassuolo, di DeVrij, Barella e Candreva. Con Skriniar fuori per squalifica a completare la linea difensiva trovano spazio D’Ambrosio e Godin. D’Aversa ha disposto i suoi col 4-3-3 con davanti il temibile tridente Kulesevski-Cornelius-Gervinho.

L’Inter, in campo con una formazione più logica in rapporto alla precedente gara, è partita bene mettendo all’angolo gli avversari. Il “Toro” Martinez era ispirato e dopo una sua girata facile preda di Sepe, al 5’ è entrato in area sulla sinistra venendo contrato in corner, all’ultimo istante, da Bruno Alves. Grosso pericolo per i crociati dall’angolo seguente perché Gagliardini ha spizzato la sfera indirizzandola sul palo lontano presso il quale era appostato D’Ambrosio per un facile tap in, ma Dermaku è riuscito a salvare. A quel punto il meccanismo interista si è inceppato e i padroni di casa hanno avuto buon gioco a chiudere i tentativi offensivi sempre meno determinati degli ospiti. In fase di non possesso il Parma difendeva a 5, ma in realtà i due mediani si abbassavano aggiungendosi ai 5 difensori intasando gli spazi. Scozzarella marcava a uomo Eriksen il quale faticava a ricevere palla e a trovare tempi e corridoi per innescare le punte. Con il danese evanescente Lukaku e Lautaro, nonostante il loro gran movimento, non riuscivano a pungere. La retroguardia ospite ha rischiato di capitolare al 12’, ma Gervinho ha mancato il bersaglio. Le crepe della difesa interista si sono evidenziate 3’ più tardi quando, puntualmente, è giunta la distrazione fatale: un bel cambio di gioco da destra verso sinistra del fronte d’attacco parmense, trovava Gervinho pronto a ricevere e ad affondare nell’area nerazzurra, grazie ad un indecisione di D’ambrosio che si lasciava scavalcare dal pallone, Candreva era in ritardo e tentava una scivolata che l’attaccante crociato evitava rientrando sul destro per poi fulminare Handanovic con D’Ambrosio impalato. Reazione nerazzurra con Godin anticipato di un soffio da Kurtic che toccava col braccio largo la palla. Sarebbe stato rigore se il centrale interista non fosse stato per pochi centimetri in offside rilevato dal Var. Poco dopo Barella, servito da Lukaku, ha calciato al volo da ottima posizione mandando a lato.

Il motore dell’Inter abbassava i giri e per il Parma era facile murare i tentativi velleitari degli uomini di Conte che, alzando la linea difensiva, lasciavano ampi spazi al tridente d’attacco avversario. Barella cercava di tamponare, in fase di ripiegamento, ma era poco assistito da Gagliardini e Eriksen così i break crociati si sprecavano. Male anche De Vrij in impostazione, così Eriksen si spegneva sempre più dimostrando di patire oltre misura l’assenza di Brozovic. Inter annebbiata e Parma in 3 occasioni vicinissimo al raddoppio sprecato da Gervinho (praticamente un rigore in movimento il suo) e due volte da Cornelius.

Provvidenziale la pausa per la truppa di Conte in realtà guidata in panchina da Stellini, vice del tecnico pugliese in tribuna per squalifica.

Subito avanti, alla ripresa delle ostilità, la formazione nerazzurra che al 53’ ha cercato il pari con ripetuti tentativi di conclusioni nell’area avversaria ribattute con affanno dalla muraglia difensiva crociata. L’lnter attaccava, ma più per inerzia che per convinzione. Ci provava prima Lautaro ad agguantare il pareggio, poi Eriksen la cui botta di destro sibilava vicino al palo alla destra di Sepe. La truppa interista necessitava di una scossa che arrivava dai cambi operati da Stellini al 24’ del secondo parziale: dentro Sanchez, Young, Bastoni e Moses. Con forze fresche, l’Inter ritrovava un po’ di entusiasmo e spinta sulle fasce, ma a spaccare la partita è stato Sanchez. Il cileno si è piazzato tra le linee muovendosi con guizzi che hanno creato scompiglio nella linea, di fatto a 7, del Parma. Sanchez cercava l’imbucata per le punte o il dai e vai per penetrare nell’area parmense. Dopo un lavoro massacrante per aprire corridoi per i compagni, Lukaku al 79’ riusciva a liberare il sinistro per calciare a giro e mandare la sfera a sfiorare il palo alla destra dell’immobile Sepe. Un minuto dopo l’estremo crociato deviava in tuffo un missile di Sanchez. Il Parma non ripartiva più e l’Inter lo assediava mostrando orgoglio. A sei dal novantesimo, imbeccato da corner, Lautaro faceva di testa la sponda per De Vrij la cui capocciata in torsione spediva la palla alle spalle di Sepe. L’olandese riscattava così una prestazione fin lì opaca. Il pareggio era mal digerito dai locali che perdevano Kucka, espulso per proteste. Un’ingenuità grave da parte crociata che ha permesso all’Inter di spingere ancora per ribaltare la partita. All’87’ Moses penetrava in area avversaria, defilato sulla destra, si girava e rientrava sul sinistro con cui scodellava un pallone delizioso per Bastoni che, appostato solitario sul palo opposto, lo appoggiava comodamente in rete di testa. Stellini mandava sul rettangolo verde Borja per gestire il vantaggio e mettere in cassaforte i 3 punti. Con l’uomo in più l’Inter sprecava la palla del 3-1 prima con Young e poi, proprio sul gong, con un affondo di Moses, ma poteva, comunque, festeggiare la conquista dei 3 punti.

Conclusioni

La preziosa vittoria è stata conquistata nella seconda metà della ripresa grazie ai cambi che hanno scosso l’orgoglio della truppa interista. Provvidenziale l’ingresso di Sanchez, mentre Godin non riesce a convincere se stesso e Conte di meritare un posto da titolare. Eriksen è parso spento. Nelle prime due uscite con Napoli e Samp aveva brillato, ma alle sue spalle c’era Brozovic, giocatore imprescindibile per i nerazzurri. Il danese non ha un passo rapido per cui la sua prestazione dipende molto dall’assistenza dei compagni, ma da lui ci si aspetta più determinazione. Restano gli imbarazzi difensivi che sono, purtroppo, un marchio di fabbrica per l’Inter contiana. Nel post match Bastoni ha dichiarato che Conte vuole una linea difensiva altissima per non lasciare giocare l’avversario e chiuderlo nella sua metà campo. Non è un caso che il successo maturato al Tardini sia giunto con due reti segnati da centrali difensivi. Continuiamo, però, a pensare che le grandi formazioni si costruiscono dando solidità al reparto arretrato. Conte deve lavorare sullo schema tattico e sulla mentalità dei suoi uomini che non possono permettersi il lusso di continuare a regalare gol agli avversari per atteggiamenti superficiali. Lo scudetto è sfumato, ma l’Inter deve e sottolineiamo “deve” almeno conquistare il terzo posto finale mai raggiunto nelle ultime 8 stagioni. Sarebbe, comunque, un miglioramento non disprezzabile considerato che Conte è alla sua prima stagione in nerazzurro.

I 3 punti di Parma rappresentano un premio meritato per l’orgoglio mostrato dai nostri ragazzi negli ultimi 25’. L’Inter non ha rubato nulla a dispetto delle dichiarazioni poco sportive rilasciate da D’Aversa nel post match e delle critiche dei media. La Conte band ha fatto sempre la partita come dimostrano il 66% di possesso palla e i 24 tiri totali contro i 10 avversari. L’Inter ha vinto 8-1 anche il conto dei corner. Giudizi dei media e degli avversari, quindi, animati dal pregiudizio che nega sempre i meriti dell’Inter evidenziandone all’eccesso le colpe e i limiti. Stavolta l’orgoglio nerazzurro ha battuto anche i pregiudizi.

Il neo acquisto dell’Inter Achraf Hakimi (foto da FC Inter 1908)

L’orgoglio sta alla base di ogni successo e anche la proprietà interista pare sia stufa di collezionare sconfitte. L’approdo di Hakimi, ormai certo, in nerazzurro è un bel segnale in questo senso. Anche l’ingaggio di Tonali non pare lontano. Segnali di un orgoglio ritrovato anche nei piani alti della società. Così si può tornare grandi, così anche i tifosi potranno tornare a mostrare con orgoglio la propria passione interista in barba a tutti i pregiudizi. Continuiamo così.

IL TABELLINO

PARMA-INTER 1-2 (pt 1-0)

Marcatori: 15′ Gervinho (P), 84′ De Vrij (I), 87′ Bastoni (I)
Parma (4-3-3): Sepe; Laurini (41′ st Darmian), Dermaku (32′ st Regini), Bruno Alves, Gagliolo (1′ st Pezzella); Kucka, Scozzarella (10′ st Hernani), Kurtic; Kulusevski, Cornelius, Gervinho (41′ st Brugman). A disp.: Colombi, Radu, Karamoh, Brugman, Barillà, Caprari, Siligardi, Sprocati. All.: D’Aversa
Inter (3-4-1-2): Handanovic; Godin (23′ st Bastoni), De Vrij, D’Ambrosio; Candreva (24′ st Moses), Barella, Gagliardini, Biraghi (24′ st Young); Eriksen (24′ st Sanchez); Lukaku, Lautaro Martinez (44′ st Borja Valero). A disp.: Padelli, Berni, Ranocchia, Asamoah, Esposito, Pirola, Agoumé. All.: Stellini (Conte squalificato)
Arbitro: Maresca
Ammoniti: Lautaro Martinez (I), Dermaku (P), Gagliardini (I), Kucka (P), Godin (I), Kurtic (P), Moses (I)
Espulsi: Berni (I) dalla panchina e Kucka (P) al 39′ st per proteste

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