PER CHI SUONA LA CAMPANA
Per chi suona la campana
di Carlo Codazzi
L’Inter ha inciampato a Via del mare con il Lecce di Liverani e si è ritrovata a 4 punti dalla Juve, ora in fuga, e virtualmente superata dalla Lazio se supererà n casa il Verona nel match di recupero.
I media hanno salutato quasi con gioia il mezzo passo falso interista agitando lo spettro della crisi che di solito, in questi periodo, ha sempre colpito l’Inter nelle ultime stagioni. La prova dei ragazzi di Conte è stata indubbiamente sottotono, più che altro nella ripresa, ed è oggettivo il fatto che la Conte-band ha vinto solo 2 volte negli ultimi sei incontri di campionato pareggiando gli altri. Si è ripetuto quanto accaduto a Firenze con la Viola, ma davvero si può parlare di crisi?
Il termine di “crisi” è un pelino eccessivo, a nostro avviso, ma sicuramente è suonata la campana, ovvero un campanello di allarme che va analizzato. Di seguito proviamo ad analizzare quanto è emerso dal pari di Lecce.
Deve suonare la campana al mister per l’atteggiamento un po’ morbidino, privo di cattiveria agonistica mostrato da Brozovic e soci. Come lui stesso ha ammesso se l’Inter non va a mille allora rischia brutte figure perché diventa una squadra normale. La causa di questo atteggiamento dei nostri ragazzi? A questo interrogativo può rispondere solo Conte, noi possiamo solo azzardare delle ipotesi. Al di là della stanchezza dovuta all’impiego costante di alcuni giocatori cardine per mancanza di alternative in panchina, può capitare una partita storta. Forse una sottovalutazione dell’avversario che attraversava un periodo difficile e naviga in bassa classifica? Potrebbe anche essere, ma questo sarebbe un vecchio difetto che va una volta per tutte eliminato. Del resto Conte è all’Inter da sei mesi e ci vuole tempo per scrostare certi difetti e per correggere la mentalità di fondo di un ambiente.

Un’altra ipotesi porta al disturbo delle voci di mercato. In questo caso deve suonare una campana alla dirigenza e alla proprietà oltre che allo staff tecnico . Indubbiamente le voci relative al possibile ingaggio, per esempio, di Vidal e Eriksen qualche cattivo pensiero a Barella e Sensi possono averlo fatto nascere nelle menti dei nostri due centrocampisti, guarda caso autori di una prestazione molto al di sotto dei loro standard sul terreno leccese. E’ altresì vero che sono reduci da una lunga assenza dai campi di gioco per gravi infortuni e ci vuole tempo per trovare la forma perfetta .Anche la gestione della cessione di Politano può aver creato qualche turbativa nel gruppo, così come l’assenza di Vecino, nemmeno convocato e che non risulta infortunato può lasciare intravedere crepe nel rapporto tra Conte e l’uruguagio.
Ed ecco un’altra campana che suona: nel recente passato l’Inter ha subito crolli nel girone di ritorno proprio per via delle spaccature all’interno del gruppo e nei riguardi del tecnico di turno. E’ un film dell’orrore già visto. Le prossime prove diranno se la tenuta del gruppo al suo interno e la coesione col tecnico che li guida è ancora solida. Noi crediamo di sì, però occorre che la società sia vigile.
Una campana suona anche riguardo il mercato: Marotta e Ausilio stanno facendo il possibile per rinforzare la squadra, ma le trattative talvolta assumono le sembianze di un’agonia. I paletti imposti dalla proprietà costringono gli uomini mercato nerazzurro a un complicato slalom tra i paletti medesimi che comportano lungaggini che possono riflettersi negativamente sull’ambiente interista e sulla rosa di prima squadra.

Per fortuna il 31 gennaio si chiude, però noi pensiamo che cercare sempre di risparmiare cifre che, ad livelli, assomigliano a spiccioli di mancia rischia di compromettere operazioni interessanti e ampliamente alla portata del club nerazzurro e si rischia di compromettere una stagione che potrebbe portare uno o più trofei in bacheca dopo 9 anni di astinenza totale.
Una campana è suonata all’interno della dirigenza nerazzurra con l’affaire Politano-Spinazzola. Il diesse della Roma Petrachgi ha parlato di cortocircuito tra Marotta e Ausilio. E’ un fatto che il buon “Beppe” ha stoppato un’operazione già chiusa dal suo collega e qualche interrogativo nasce spontaneo? Non sarà che sono vere le voci che dicono che Marotta vorrebbe avere come stretto collaboratore l’attuale diesse del Parma, ovvero Faggiano? Se Faggiano venisse all’Inter Ausilio dovrebbe fagli posto. Certo è che se è vero il detto che “l’assassino torna sempre sul luogo del delitto”, nei 9 anni di abulia interista Ausilio è l’unico dei protagonisti dell’oggi e del passato ad essere sempre stato presente.
L’annullamento ingiustificato, come dimostrato da tutte le moviole, del gol segnato a Lecce da Lukaku, al 20’, e la mancata espulsione di Donati, al 21’, per un intervento criminale ai danni di Barella, suggeriscono cattiva predisposizione nei confronti della “benamata” da parte del palazzo. Questa, per la verità, è una campana che suona da un pezzo così come la campana che si riferisce all’atteggiamento dei media nei confronti dell’Inter.
Concludendo, non si può assolutamente parlare di crisi dopo un pari ottenuto in trasferta, seppure con una formazione di bassa classifica, però è bene che i protagonisti i nerazzurri di questa annata, fin qui di alto livello, non facciano spallucce al suono delle campane e non domandino “Per chi suona la campana?”. Suona proprio per loro.
TABELLINO
LECCE-INTER 1-1 (pt 0-0)
MARCATORI: 72′ Bastoni (I), 77′ Mancosu (L).
LECCE (3-4-1-2): Gabriel; Rossettini, Lucioni, Dell’Orco; Rispoli (31’st Falco), Deiola, Petriccione, Donati; Mancosu (38’st Meccariello); Babacar, Lapadula (17’st Majer). A disposizione: Chironi, Gallo, Maselli, Riccardi, Tachtsidis, Vera, Vigorito. Allenatore: Liverani.
INTER (3-5-2): Handanovic; Godin (23’st Bastoni), de Vrij, Skriniar; Candreva, Barella, Brozovic (38’st B.Valero), Sensi (37’st Sanchez), Biraghi; Lukaku, L.Martinez. A disposizione: Agoume, Berni, Dimarco, Esposito, Lazaro, Padelli, Pirola, Ranocchia. Allenatore: Conte.
ARBITRO: Giacomelli di Trieste.
NOTE: Ammoniti Donati, Meccariello (L); Candreva, B.Valero (I). Recupero 2’pt- 4’st

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