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SEGNALI

Napoli-Inter 1-3 L’inchino di Lukakau ai tifosi nerazzurri dopo il gol del raddoppio

Segnali

di Carlo Codazzi

L’armata di mister Conte ha violato il S.Paolo superando il Napoli di Gattuso con un perentorio 3-1.

Una vittoria pesantissima che ha permesso all’Inter di mantenere la testa della classifica in coabitazione con la Juve a quota 45 punti. L’affermazione nerazzurra ha il dolce sapore dell’impresa  perché, udite udite, l’Inter non vinceva in casa del Napoli dal lontanissimo 18 ottobre 1997 quando riuscì a prevalere per 2-0 con un gol di Fabio Galante e  l’autorete di Francesco Turrini. In campo con la maglia interista c’era il “Fenomeno” Luiz Nazario De Lima detto Ronaldo (non quello bianconero eh) e in panchina mister Gigi Simoni. Sono trascorsi 22 anni e 3 mesi da quella vittoria (praticamente un’era geologica calcisticamente parlando) replicata dalla truppa guidata da Antonio Conte che ha sconfitto, così, un vero e proprio tabù per la “Beneamata”. Voi direte che la cabala conta poco o nulla, al contrario noi pensiamo che abbia il suo peso e che detto peso si avverta nella mente quando si entra a calcare certi campi. Aggiungiamo che i nostri ragazzi avevano la necessità di fare bottino pieno perché i rivali bianconeri avevano rifilato nel pomeriggio 4 pere al Cagliari e la Lazio aveva, il giorno precedente, battuto di misura, in trasferta, il Brescia. Mettiamoci pure che il Napoli aveva ritrovato morale con il successo ottenuto ai danni del Sassuolo, prima della sosta di Natale, a Reggio Emilia e che attendeva con trepidazione il match con l’Inter capolista per dare una svolta positiva ad un campionato fin qui disastroso nonostante un’organico di grande qualità costruito per vincere lo scudetto. Tutto ciò rende l’idea della portata del successo conquistato dai nostri ragazzi sul campo napoletano che possiamo davvero definire un’impresa.

Napoli-Inter 1-3 La Lu-La festeggia il terzo gol

A spezzare i sogni di rilancio degli azzurri è stata la Lu-La che ha brillato di luce piena sul terreno del S.Paolo. Doppietta della “Pippa” (Conte dixit nel post match) Lukaku e zampata vincente di Lautaro a mettere il terzo sigillo interista. Reti regalate dagli avversari? Sì, gli azzurri ci hanno messo del loro, ma bravi i nostri a sfruttare con bravura e cinismo le occasioni concesse dai difensori napoletani come solo i grandi sanno fare. Del resto anche i bianconeri hanno sbloccato il risultato col Cagliari grazie ad un omaggio della difesa rossoblù e a un rigorino non proprio cristallino, quindi, noi ci godiamo la tripletta della Lu-La punto e basta.

Il 3-1 rifilato al Napoli lascia intravedere “segnali” che non vanno sottovalutati dall’Inter. Segnali incoraggianti e altri meno che spieghiamo. Partiamo dai segnali positivi.

Napoli-Inter 1-3 Il “Toro” Martinez mostra le corna dopo il gol

Otto vittorie e un pari in 9 gare disputate in trasferta sono un indubbio segnale di forza e personalità degno di una grande squadra che può puntare con decisione allo scudetto. Quando la “Beneamata” ha inanellato una lunga striscia di successi in trasferta ha sempre lottato fino in fondo per il titolo tricolore riuscendo il più delle volte a farlo suo. Altro segnale positivo: battere il Napoli con 2 reti di scarto sul suo terreno è avvenuto l’ultima volta, come ricordato, con l’Inter di Simoni e Ronaldo nella stagione 97/98 che fu bellissima e quasi trionfale per i nostri colori perché ci portò in bacheca la terza Coppa UEFA condita da un secondo posto in campionato che non fu scudetto per fattori che non avevano nulla a che fare coi meriti di campo. Interpretando il segnale del 3-1 del S.Paolo e guardando alla stagione in cui avvenne l’ultima vittoria nerazzurra a Napoli, ci azzardiamo ad affermare che l’Inter può lottare per lo scudetto, come fu allora, con la Juve fino alla fine del campionato e vincere l’Europa League (erede della Coppa UEFA).

Napoli-Inter 1-3 Big Rom insacca il pallone che sblocca il match

Nel 97/98 l’Inter godeva di una formidabile coppia di attaccanti formata da Ronaldo e Zamorano che oggi trovano come degni eredi Lukaku e Lautaro che compongono una Lu-La da sogno. I gol di Ronaldo e Zamorano portarono in dote la Coppa UEFA e il bellissimo campionato che terminò col secondo posto, mentre i gol della Lu-La ci hanno portato in vetta alla classifica. E’ un segnale che ci fa precisare che, in generale, quando l’Inter ha usufruito di una grande coppia gol ha sempre firmato ottime stagioni e vinto o sfiorato lo scudetto. Nell’estate del ‘97 Moratti prelevò Ronaldo dal Barcellona (allora il più forte giocatore al mondo) versando la cifra record di 53 miliardi di lire nelle casse dei blaugrana, mentre nello scorso mercato estivo Zhang ha staccato un assegno da 75 milioni di euro (65 di base fissa + 10 di bonus), cifra record per un acquisto interista, al Manchester United per mettere la casacca nerazzurra a Lukaku. Attaccanti sia il “Fenomeno” Ronaldo che “Big Rom” Lukaku, così come “Ronnie” era il leader e il trascinatore di quella squadra e lo è oggi Big Rom dell’Inter contiana. Un altro segnale beneagurante. Segnali già, ma il match di Napoli ne ha anche mandato qualcuno che suona come avvertimento a tutti i cuori nerazzurri: nel 97/98 l’Inter lottò spalla a spalla con la Juve come sta avvenendo oggi, ma dovette alzare bandiera bianca di fronte a numerose direzioni arbitrali negative culminate con il tristemente “famoso” arbitraggio di Ceccarini in Juventus-Inter del 26 aprile ‘98. La direzione di Doveri in Napoli-Inter è stata a binario unico e non era quello dai colori nerazzurri. In un match “maschio” e intenso Doveri ha ammonito soltanto giocatori interisti che alla fine hanno sommato 5 cartellini gialli, cui va aggiunto quello rifilato a Conte, a fronte di zero cartellini sul versante napoletano.

Napoli-Inter 1-3 Missile a 111 km/h di Lukaku che Meret non trattiene e l’Inter raddoppia

Al di là del fatto che si osservi che i “gialli” appioppati ai nostri fossero giusti (abbiamo molte riserve su quello toccato a Sensi), ci sono state situazioni evidenti che avrebbero dovuto comportare sanzioni anche per i nostri avversari cosa che non è avvenuta. Ci basta riportare quelle più eclatanti: nella ripresa Fabian Ruiz ha calciato con violenza il pallone verso la nostra panchina per reazione ad un pallone buttato in campo da Esposito, panchinaro, per fermare un’azione dei padroni di casa. Giusto ammonire Sebastiano, ma andava punito col giallo anche la reazione di Ruiz, invece Doveri ha estratto sì un altro giallo, ma per Conte…Nel recupero finale Di Lorenzo ha steso in area azzurra Lautaro che aveva dribblato Meret in uscita: rigore netto che avrebbe dovuto comportare anche il rosso per il difensore napoletano, ma Doveri e il Var hanno lasciato incredibilmente correre. Perchè? Nel primo tempo Lukaku è caduto a terra in area avversaria dopo un contatto con lo stesso Di Lorenzo che lo ha sgambettato sul limite della linea che delimita l’area medesima. Doveri e la Var dovevano approfondire perché l’episodio era dubbio e, quantomeno, avrebbe dovuto essere assegnata all’Inter la punizione dal limite, invece nulla di nulla. Nella ripresa, più o meno nella stessa zona di campo, Zielinski si è lasciato cadere senza essere toccato da Skriniar, ma Doveri non ha sanzionato la simulazione ed ha assegnato una punizione inesistente al Napoli dando, poi, l’opportunità a Insegne di calciarla contro l’incrocio dei pali. La gara poteva ingiustamente riaprirsi. Segnali di un certo fastidio verso la formazione interista che devono allarmare perché anche la qualificazione agli ottavi di Champions è stata pregiudicata da incredibili topiche arbitrali nei due match col Barcellona. Guarda caso, Agnelli è presidente della potente ECA (organizzazione che associa i maggiori club europei) e ha ottenuto l’allontamento di Collina dal ruolo di capo designatore arbitrale UEFA dopo il famoso “bidone della spazzatura al posto del cuore”. Anche nel 97/98, come sopra citato, lottavamo gomito a gomito con la Juve e ci siamo arresi non alla forza dell’avversario, ma a direzioni di gara negative e prevenute (ricordiamo che nel 2006 venne a galla “Calciopoli”).

Napoli-Inter 1-3 Il “Toro” Martinez firma la rete che chiude la gara

Segnali di preoccupazione e fastidio la Juve li ha lanciati già dall’estate scorsa quando si è preoccupata più di disturbare le trattative di mercato in entrata dell’Inter che degli acquisti suoi. Anche nella “cacciata” del “nostro” Radu dal Genoa c’è lo zampino della Juve (leggi cessione di Perin ai rossoblù quando il portiere era l’unico ruolo in cui i genoani non avevano necessità di intervenire per il buon rendimento dello stesso Radu) che pure nell’attuale finestra di mercato sta cercando di danneggiare le manovre di Marotta e Ausilio. Segnali negativi pure dalle tv e dai media in generale dove si riscontrano commenti “velenosi” riguardo le prestazioni e i risultati ottenuti dalla truppa di Conte che ha rimbeccato, in diretta Sky, da par suo il parere al “vetriolo” di Capello.

Segnali di fastidio che vanno tenuti in giusta considerazione perché “a pensar male si fa peccato, ma ci si prende quasi sempre” (Andreotti dixit ndr). Segnali, già. Pensiamo a quelli positivi dopo la bella vittoria napoletana senza però ignorare altri “segnali”.  

TABELLINO

NAPOLI-INTER 1-3 (pt 1-2)

MARCATORI: 14′ Lukaku (I), 33′ Lukaku (I), 39′ Milik (N), 62′ L. Martinez (I)

NAPOLI (4-3-3): Meret; Hysaj (36′ st Lozano), Manolas, Di Lorenzo, Mario Rui; Allan, Fabian Ruiz (39′ st Llorente), Zielinski; Callejon, Milik, Insigne. A disp.: Ospina, Karnezis, Elmas, Luperto, Younes, Tonelli, Gaetano, Leandro. All.: Gattuso.

INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Candreva, Gagliardini (11′ st Barella), Brozovic, Vecino (28′ st Sensi), Biraghi; L. Martinez, R. Lukaku (43′ st Borja Valero). A disp.: Padelli, Berni, Godin, Sanchez, Ranocchia, Politano, Lazaro, Dimarco, Esposito. All.: Conte.

ARBITRO: Doveri di Roma.

NOTE: Ammoniti: Candreva, Barella, Conte, Esposito, Sensi, Skriniar (I). Recupero: 1′ pt, 4′ st. 

Napoli-Inter 1-3 Un’immagine dal settore ospiti del S.Paolo prima del match. Il suo terreno non è più un tabù.

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