NOT FOR EVERY ONE

Inter-Barcellona 1-2 La stupenda coreografia della Nord nerazzurra.
Not for every one
di Carlo Codazzi
Scriviamo questo commento dopo quanto accaduto nell’ultima sfortunata esibizione di Champions che ha visto l’Inter uscire dalla massima competizione europea e dopo quanto pubblicato da quotidiani sportivi italiani nei giorni seguenti.
“Not for every one” è lo spot promozionale scelto da Fc Internazionale per la stagione in corso. La traduzione in italiano è “Non per tutti”.
In effetti l’Inter non è per tutti. Tanto per cominciare non è per chi vuole vincere facile. Essere interisti non è per tutti e non è da tutti. Sì, perché non è da tutti sentirsi parte di un club che ha una grande storia, fatta di momenti indimenticabili che hanno scritto pagine leggendarie del calcio italiano, europeo e mondiale, ma che nella realtà attuale è sceso alla definizione di “club di medio livello”costretto ad una faticosa ricostruzione, dopo 8 deludenti stagioni consecutive, per ritornare al posto che gli compete in Italia e in Europa.Non è da tutti sentire palpitare il proprio cuore per una squadra che tanto ha vinto in passato, che ha visto tanti campionissimi vestire la propria maglia, ma che viene trattata dai media e da chi deve dirigere le partite in Italia e all’estero peggio dell’ultima delle formazioni provinciali (senza offesa per le squadre di provincia), senza alcun rispetto e con decisa avversione.

Non è da tutti giocarsi la qualificazione agli ottavi di Champions fino a pochi minuti dalla fine dell’ultimo match di un girone eliminatorio di “ferro”con una formazione da tempo largamente rimaneggiata, priva di giocatori fondamentali, e ormai con le energie fisiche logicamente ridotte al lumicino per l’impossibilità di praticare un adeguato turn over. Non è da tutti subire critiche per essere stata eliminati dalle “riserve” del Barcellona che sarebbero titolari in qualsiasi formazione europea, Inter compresa, esclusi cinque-sei club di primissima fascia concorrenti dei blaugrana stessi, in cui alcuni dei suddetti rincalzi del Barca giocherebbero, comunque, titolari.

Non capita a tutti di essere estromessi dalla più importante competizione europea per club da decisioni arbitrali errate senza che la Var abbia sentito la necessità di intervenire o che il direttore di gara abbia avvertito il bisogno di approfondire, davanti allo schermo, due azioni non proprio cristalline che hanno portato al gol. A cosa ci riferiamo? Agli episodi che hanno portato alla rete del primo vantaggio catalano e alla rete del 2-1 interista realizzata da Lautaro in scivolata. Nel primo caso un filtrante di Griezman indirizzato a Vidal è stato intercettato da un piede di Godin prima di finire a Perez che, in posizione irregolare, ha insaccato da due passi. Episodio non proprio trasparente di primo acchito, ma nessun dubbio per chi dirigeva il match: gol regolare senza discussioni. Decisione corretta, ma andava approfondita. Nel secondo, al minuto 80, Politano tira verso la porta catalana, Umtiti cerca di colpire il pallone con il piede sinistro facendo una “giocata”, incespica con il pallone che va verso Lukaku in posizione di offside, poi Lautaro segna in scivolata. Senza tentennamenti l’ineffabile Kuipers ha annullato commettendo un errore gravissimo che ha tolto l’Inter dagli ottavi di finale di Champions. Perchè errore gravissimo? Perchè l’episodio è uguale a quello che ha determinato il primo gol blaugrana con un giocatore offendente in posizione irregolare annullata dalla giocata di un difensore (Godin nel primo caso, Umtiti nel secondo).

Come non bastasse questo a mettere le eliche alle “sfere”, l’Inter ha subito pure la beffa di un accurato “check” in occasione del gol del pari di Big Rom. Cosa c’era da verificare con così con tanta solerzia e pignoleria? Ovviamente nulla, ma si trattava di una rete nerazzurra che (“a pensar male si fa peccato, ma ci si prende quasi sempre” diceva un noto politico italiano), forse, infastidiva qualcuno nel “palazzo”. Pensar male non è “politically correct”, ma certe coincidenze spingono a farlo. Ricordate che al Camp Nou, all’andata, col Barcellona sotto di un gol, fu negato all’Inter un netto e solare rigore su Sensi al quarto d’ora della ripresa?


Insomma, non è da tutti vedersi annullare cinque gol negli ultimi, decisivi match del girone dal cui annullamento di uno si è poi passati al rigore contro. A parte una testata giornalistica e Maurizio Pistocchi, nessun media ha rilevato il grave furto di cui la “benamata” è stata vittima nel match perso con il Barcellona a S.Siro. Non è da tutti i club vedere, poi, l’unico quotidiano che ha rilevato lo scippo subito rimediare” con la pubblicazione, il giorno successivo, di una lettera di un tifoso avversario che denigra e dileggia il club buggerato e il suo allenatore. Non basta: a corredo della pubblicazione della lettera denigratoria si è aggiunto, a commento della medesima, lo sfottò di un noto giornalista. Non è da tutti subire tutto ciò e per l’Inter non c’è posto per commenti a sua difesa che chiamino in causa “bidoni della spazzatura al posto del cuore”, né tanto meno verrà cacciato il designatore arbitrale dell’UEFA come accaduto per bidoni dell’immondizia altrui.


Non è da tutti avere un allenatore “con le palle” che decide di rendere la pariglia agli scostumati giornalisti annullando la conferenza pre match del successivo incontro di campionato.
Non capita a chiunque di acquistare un centravanti che ha segnato 10 reti in campionato in 15 presenze, oltre a 2 in Champions League (con altre due segnature sfortunatamente annullate con modalità quantomeno “bizzarre”), e vederlo diventare il caprio espiatorio di una sconfitta causata dalla cattiva gestione arbitrale, dalle assenze importanti in organico e dalla stanchezza di chi ha dovuto giocare senza riposare mai. Quando si è stanchi non si è lucidi e, pressati anche dall’ansia trasmessa da 72.00 spettatori assiepati sugli spalti del Meazza, può capitare di sbagliare anche per 3 volte davanti al portiere avversario. Non è da tutti i club che a ciò si aggiungano i rimpianti di propri sedicenti tifosi per il precedente centravanti, avversato fino al momento della sua partenza, che ne ha combinate di tutti i colori per danneggiare la squadra che affermava di amare alla follia (ogni riferimento a Icardi è puramente voluto).
Non è da tutti i club iniziare un nuovo progetto sportivo, con ovvia necessità di un rodaggio complicato, però, da una catena impressionante di infortuni, e vedersi criticati nonostante un primo posto in classifica alla quindicesima giornata di campionato davanti a una superpotenza sportiva, finanziaria e politica che risponde al nome della Juventus.
No, lavorare nell’Inter, essere parte dell’Inter, sentirsi parte dell’Inter, tifarla sinceramente e lealmente, amarla davvero non è da tutti.
“Not for every one”.
TABELLINO
INTER-BARCELLONA 1-2 (pt 1-1)
MARCATORI: 23′ Perez (B), 44′ Lukaku (I), 86′ Ansu Fati (B)
INTER (3-5-2): Handanovic; Godin, De Vrij, Skriniar; D’Ambrosio (30′ st Politano), Vecino, Brozovic, Borja Valero (32′ st Esposito), Biraghi (24′ st Lazaro); Lukaku, Lautaro. A disposizione: Padelli, Dimarco, Candreva, Bastoni. Allenatore: Antonio Conte.
BARCELLONA (5-3-2): Neto; Wague, Umtiti, Todibo, Lenglet, Firpo; Rakitic (18′ st De Jong), Vidal, Aleñá; Griezmann (17′ st Suarez), Perez (40′ st Ansu Fati). A disposizione: ter Stegen, Busquets, Araujo, Morer. Allenatore: Ernesto Valverde.
ARBITRO: Kuipers (Olanda).
MARCATORI: 23′ st Perez (B), 44′ pt Lukaku (I), 41′ st Ansu Fati (B)
NOTE: Ammoniti: Borja Valero, De Vrij, Godin (I); Lenglet, Firpo (B). Recupero: 2′ pt, 4′ st.



Categorie
