AGAINST INTER
Against Inter
di Carlo Codazzi
La Roma è riuscita nell’intento di fermare la corsa dell’Inter o meglio è riuscita a rallentare la corsa nerazzurra con un clean sheet al Meazza. Lo zero a zero finale colpisce perché è la prima volta che la truppa di Conte non riesce ad andare in gol e che la coppia da sogno “Lu-La” è rimasta con le polveri bagnate.
Tra i supporters interisti c’è chi ha storto il naso e, purtroppo, c’è chi ha sentito il bisogno di criticare sui social e chi ha fischiato dagli spalti del Meazza. Antonio Conte, nel post match, ha affrontato il tema a suo modo, a muso duro, affermando a chiare lettere che chi va allo stadio per fischiare l’Inter o alcuni giocatori della beneamata è contro l’Inter. “Contro” termine italico che in lingua inglese si traduce “against” da qui il nostro titolo.

Certo che essere contro la propria squadra che è in testa alla classifica con uno score di 12 vittorie, 2 pari e un solo ko in 15 giornate di campionato risulta paradossale. Soprattutto quando si proviene da 8 stagioni di cocenti delusioni, mentre ora si può ammirare un’Inter che gioca a calcio sul serio, che ha un’identità tattica precisa e riconoscibile, che è spavalda, tosta, unita come mai dai tempi del “Triplete” in poi.
Evidentemente certi “interismi” sono duri da cancellare. Il tifoso interista medio è, da tradizione, ipercritico verso la propria squadra e verso i giocatori della medesima, pronto a fischiare e contestare un nuovo acquisto al primo errore per condannarlo al livello di “bidone” senza appello. Come non bastasse l’antipatica tradizione di godere di “cattiva stampa” e di arbitraggi spesso negativi e discutibili, l’Inter si deve anche difendere dagli attacchi di una parte della sua tifoseria. Anche ora che il team nerazzurro inanella grandi risultati solo la Curva Nord incita incessantemente per tutta la durata della partita il team di Conte. Il resto dello stadio si fa sentire soltanto al momento del gol. Bisognerebbe distribuire agli ingressi dei tornelli di S.Siro il manuale del “Perfetto interista” che dovrebbe incitare e incoraggiare (anche se stanno fornendo una prestazione mediocre e se il risultato non è positivo) i propri giocatori dall’inizio del match rimandando eventuali disapprovazioni a dopo il triplice fischio finale. Contestare durante la gara aumenta le difficoltà e le probabilità di produrre un risultato insoddisfacente di cui, alla fin fine, soffrono proprio i tifosi perché allenatore e giocatori di un club come l’Inter godono di stipendi dorati con cui si possono consolare. A noi comuni mortali resta, invece, un’amarezza profonda che, talvolta, va anche ad appesantire un’esistenza non particolarmente brillante. Dal che se ne deduce che l’eccesso di critica e di contestazione dei tifosi danneggia soprattutto i tifosi stessi.

Mai come nella stagione corrente fischiare l’Inter è davvero ingeneroso. La Beneamata è davanti alla corazzata Juve, potentato quasi inattaccabile che stravince scudetti da 8 anni consecutivi e che gode di una rosa a disposizione di almeno 25 campioni che sarebbero titolari fissi ovunque. Viceversa, Antonio Conte sta facendo le classiche nozze coi fichi secchi perché lavora con un organico ristrettissimo con giocatori fondamentali, fiori all’occhiello dell’ultimo mercato, messi ko da infortuni di lunga durata. Nel match con i giallorossi di Fonseca mister Conte ha potuto inserire solo 3 dei 7 nuovi giocatori acquistati in estate presentando un centrocampo privo dei suoi assi Barella e Sensi. Affrontare una formazione in salute, qual è la Roma, senza quegli elementi che permettono una corretta costruzione di gioco e con giocatori spremuti dalla mancanza di un impossibile turn over era molto complicato. Il nostro mister ha adottato la tattica perfetta riuscendo a disinnescare la truppa avversaria che non è riuscita a creare una sola palla gol in tutto il match pur mantenendo una leggera prevalenza nel possesso. Viceversa, l’Inter ha creato 7 occasioni nitide per andare in rete, purtroppo non concretizzate per la bravura del portiere avversario (Mirante ndr) e per la luna storta della “Lu-La”. Aver creato così tante circostanze favorevoli per segnare in un big match giocato in precarie condizioni di formazione non è da tutti, “not for every one” come recita lo slogan promozionale del Biscione. Noi pensiamo che sia da grande squadra e per questo abbiamo accettato con serenità il pareggio applaudendo a fine partita i nostri ragazzi e il mister.

Bravissimo Conte a lasciare la regia a Brozovic spostando Borja nel ruolo del lungo degente Sensi. Il tecnico nerazzurro ha disposto i suoi in modo accorto pianificando il gioco offensivo con lanci a scavalcare il centrocampo, in cui i giallorossi godevano di maggiore qualità e corsa, per cercare la sponda di Lukaku e gli strappi di Lautaro. Fortunatamente per l’Inter, con tanta sfortuna da fronteggiare, la Roma non ha potuto schierare dall’inizio l’influenzato Dzeko perdendo così una parte importante del proprio potenziale offensivo. Positiva la prestazione di Brozo che è riuscito a reggere l’urto dei suoi francobollatori, in fase di possesso, Perotti e Pellegrini.Tra l’altro la truppa milanese ha dovuto pure assorbire l’uscita anticipata (al 45’) di Candreva che ha subito una botta alla schiena. L’ex laziale avrebbe potuto fornire variazioni tattiche di rilievo allo scacchiere di Conte. Altra osservazione: negli anni scorsi capitava di vedere in campo giocatori nerazzurri indolenti al punto da far perdere la pazienza anche al mitico Giobbe, ma da quando Conte siede sulla panchina interista chi va in campo si spreme al massimo, dà sempre tutto, a prescindere dalla qualità finale della prestazione, e noi pensiamo che sia sacrosanto fischiare chi lesina sull’impegno, ma non chi butta sul prato verde tutto ciò che può dare.

Invitiamo, quindi, i fans della Beneamata ad amare davvero la propria squadra, a dimostrare affetto sincero per la maglia, ad apprezzare l’impegno massimo che l’attuale mister e la sua truppa stanno riversando nel proprio lavoro e i bei risultati che hanno ottenuto sin qua. Primo posto in campionato dopo 15 turni e un match ball guadagnato, ottenuto in un girone di “ferro”, e da giocare per il passaggio agli ottavi di Champions. Tutto questo conquistato con una formazione rivoluzionata rispetto allo scorso anno (di solito si paga dazio al rodaggio), con una nuova guida tecnica e un nuovo assetto tattico da digerire, oltre a una costante emergenza infortuni da fronteggiare che ha limitato una rosa già di per sé minuta rispetto alla Juve e alle altre big della serie A e del girone F di Champions. Vi pare poco? A noi no! Anzi..noi avvertiamo profumo d’impresa.
Adesso c’è da completare questa impresa per renderla ancora più grandiosa: battere il Barcellona e passare ai turni ad eliminazione diretta di Champions League. S.Siro annuncia il sold out con un incasso record da capogiro. Allora, stop alle critiche, ai fischi, ai mugugni e al tiro al bersaglio verso giocatori nerazzurri in difficoltà.“C’è solo l’Inter” e stop “Against Inter” but only “Cheer for Inter”! Solo tifo per l’Inter! Solo applausi comunque vada a finire perché chi dei nostri scenderà in campo darà tutto, ma proprio tutto per la nostra squadra.
We cheer for Inter (Noi tifiamo per l’Inter)!
TABELLINO
INTER – ROMA 0-0
INTER (3-5-2): Handanovic; Godìn, De Vrij, Skriniar; Candreva (47’pt Lazaro), Vecino, Valero (27’st Asamoah), Brozovic, Biraghi (42’st D’Ambrosio); Lukaku, Lautaro Martinez. A disposizione: Padelli, Berni, Ranocchia, Politano, Dimarco, Esposito, Agoumé, Bastoni. Allenatore: Conte.
ROMA (4-2-3-1): Mirante; Santon (16’pt Spinazzola); Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Mkhitaryan (43’st Florenzi), Pellegrini, Perotti (22’st Dzeko); Zaniolo. A disposizione: Cardinali, Fuzato, Juan Jesus, Cetin, Under, Antonucci, Dzeko, Kalinic. Allenatore: Fonseca.
ARBITRO: Calvarese di Teramo
NOTE: Ammoniti Godìn, Lazaro, Brozovic (I); Mancini (R). Recupero 2’pt – 3’st.



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