LU-LA HOP !

Lu-La hop all’Eden Arena!
di Carlo Codazzi
Col piglio tipico delle grandi formazioni l’Inter ha sbaragliato lo Slavia nella sua tana conquistando 3 punti e la possibilità di giocarsi l’all in il 10 dicembre a S.Siro col Barcellona. Quella notte, sotto lo sguardo di 75.000 cuori nerazzurri, Conte e i suoi si giocheranno il primo, importante traguardo stagionale: l’accesso agli ottavi di Champions. Come a Praga servirà solo la vittoria perchè, presumibilmente, il Borussia batterà alla Signal Iduna Park lo Slavia eliminato sia dalla Champions che dall’Europa League. Insomma, sarà la notte del tutto o niente, senza appello. Intanto, godiamoci questo meraviglioso successo nerazzurro ottenuto un pò contro tutto e tutti, pure contro il Var.

Infermeria piena e tanta pressione sulle spalle della truppa interista chiamata a riscattare la debacle di Dortmund contro un’avversaria rognosa, capace di bloccare il Barcellona di Messi al Camp Nou e di rimbalzare la stessa Inter nel match di andata al Meazza. All’Eden Arena il Barca ha poi vinto di misura, soffrendo oltre il lecito, e anche il Borussia, pur vittorioso, non ha avuto vita facile. Squadra fisica, grintosa e ben strutturata quella allenata da Trpisovsky che a S.Siro sorprese i nostri ragazzi presentando una formazione animata da una corsa continua, da tanto movimento e scambi di posizione con ripartenze veloci e capace, inoltre, di un pressing asfissiante che soffocò sul nascere la manovra di Brozovic e soci. Per fortuna, l’Inter di allora era solo un’embrione di quella attuale che è solida, determinata, organizzata e con un duo offensivo che sta entrando nell’elite delle coppie d’attacco più forti d’Europa se non del pianeta.
L’Inter si è presentata in campo con Borja Valero play, Brozovic e Vecino interni, Candreva sulla fascia destra e Biraghi quinto di sinistra. Difesa e attacco con i soliti noti. Trpisovsky ha rinunciato al 4-1-4-1 che ha caretterizzato lo Slavia nelle precedenti esibizioni di Champions (al Camp Nou di fatto fu un 4-6-0 che rese quasi impenetrabile l’area ceca ai blaugrana) per virare su un più offensivo 4-2-3-1 con Stanciu avanzato dietro a Masopust e Husbauer e il talentuoso Olayinka ai suoi fianchi.

L’atteggiamento più spregiudicato del team ceco si spiegava con la sua necessità di prendere forzatamente i 3 punti per poter restare dentro alle competizioni europee, ovvero per centrare almeno l’approdo in Europa League. Il risultato è stato che la linea di difesa dei cechi si è alzata parecchio rispetto all’andata e il filtro a centrocampo è parso subito dimesso con la conseguenza che Borja è riuscito a impostare, per tutto il primo tempo, senza particolari affanni. La chiave di volta del match, sostanzialmente, è stata questa. La necessità dello Slavia di aprirsi e rischiare sommata all’attegiamento ragionato dell’Inter che non si è gettata all’arma bianca sull’avversario hanno determinato l’esito finale. Nel primo tempo l’Inter chiudeva gli spazi e rilanciava per la Lu-La certa che, prima o dopo, avrebbe trovato il modo di colpire la retroguardia avversaria costretta, dalla tattica di Trpisovsky, al “one to one”.


Piccolo spavento iniziale per una capocciata di Husbauer terminata fuori bersaglio ed ecco, al 19′, la Lu-La hop: lancio di prima di Lautaro per Lukaku malamente sbucciato da Frydrych che ha così lasciato disco verde al belga, quest’ultimo ha sfondato a sinistra resistendo alle spallate di Sevcik e al ritorno di Frydrych con robuste sportellate per poi servire il “Toro” che ha spedito il pallone dell’1-0 sotto la traversa. Una vera chicca l’azione del duo nerazzurro. La reazione ceca è parsa propria “ceca”, così l’Inter è andata al raddoppio approfittando di un disimpegno “horror” della retroguardia avversaria che ha permesso a Lautaro di servire Big Rom per un facile appoggio nella porta sguarnita. Urla di gioia interiste sul campo e nel settore ospiti strozzate in gola perchè, con un ritardo degno di un treno italico, il Var ha segnalato all’arbitro un precedente fallo, in area interista, di De Vrji su Olaynka (avvenuto un’era geologica prima del raddoppio dei nostri). Niente 2-0 e dal dischetto Soucek ha pareggiato i conti. “Sogno o son desto” si deve essere domandato mister Conte dopo una mazzata che avrebbe steso un elefante o un toro se preferite. Dal 2-0 e dal successo quasi in tasca al’1-1. L’Inter Contiana ha dimostrato di avere “los huevos”, ha tirato una riga ed è ripartita con un gran Toro non matabile là davanti accompagnato da un gigante, a sua volta, in serata di grazia e non contenibile.

Dopo il the caldo, l’undici di Conte ha alzato la linea difensiva ed è andato a prendere gli avversari molto alto con Lautaro e Lukaku a creare pressione sul disimpegno dei locali. Dopo un primo lampo di Brozovic che ha spaventato i supportes dello Slavia, l’Inter ha colpito due traverse con Big Rom e lo stesso Brozovic sfiorando il 2-1 in due occasioni anche con Lautaro. Il ritmo dei nostri si è alzato di pari passo con la discesa atletica di Borja che non ha raccolto un passaggio di Brozovic permettendo a Masopust di presentarsi solo soletto davanti a Handanovic. I fantasmi di Dortmund hanno fatto capolino all’Eden Arena e, probabilmente, anche Conte ha pensato che la frittata fosse fatta, ma per fortuna Handa ha chiuso la saracinesca respingendo di piede il tiro della punta ceca. Beffa evitata e, finalmente, la dea bendata ha pareggiato i conti con la sfiga che pareva perseguitare la truppa meneghina. Su un lancio di Lazaro velo di Lautaro seguito da un grottesco scivolone di Frydrych (ancora lui!) che ha lasciato campo libero a Lukaku, dribbling sulla maldestra uscita di Kolar e pallone in rete. Minuto 81: stavolta niente Var a salvare lo Slavia e Inter vicina al traguardo. La meta della vittoria si è avvicinata anche grazie ai cambi praticati (76′) dal tecnico interista che ha tolto lo stremato Borja e l’impalpabile Biraghi (ahi, sta diventando un classico, poca spinta e nel primo tempo i pochi pericoli sono arrivati dalla sua parte) per Lazaro, schierato a sinistra, e Gagliardini, nuovo interno, spostando Brozo in regia. Poco dopo (80′) ha fatto l’ingresso in campo anche Esposito (posizionato da trequartista con lo schema tramutato in 3-4-1-2) a spese di Vecino (in via di spegnimento) per mettere più pepe alle azioni offensive nerazzurre. Ingresso fortunato perchè 60″ dopo è arrivato il sospirato gol del 2-1.

L’euforia del nuovo vantaggio ha un pò distratto la truppa interista graziata da un destro sotto misura di Masopust finito di poco a lato. “La festa finale si avvicina e allora perchè non ballare la Lu-La hop” si sono detti i nostri e Big Rom ha iniziato il ballo. Il gigante belga ha rubato palla sulla trequarti ceca e, dopo aver saltato un paio di avversari, ha imbeccato Lautaro con un magico esterno sinistro e il “Toro” al volo, di destro, ha scaraventato la sfera nel sacco. Roba da stropicciarsi gli occhi. Delirio black & blue in campo, in panchina e nel settore interista sugli spalti. Vittoria in cassaforte, ma l’Inter aveva ancora fame e Big Rom, in pieno recupero, è scattato in transizione andando ancora a bucare lo sconsolato Kolar. Baci e abbracci, ma beffardo è arrivato l’annullamento della rete da parte del signor Marciniak dopo il triplice fischio. Il Var, lento e cattivone, ha rilevato l’offside del belga. Pazienza, in barba ai protocolli di questa strana moviola, agli infortuni, agli arbitraggi, alle traverse, l’Inter si è aggiudicata il match ball col Barcellona. Un match ball da non fallire.
C’è da essere ottimisti perchè i saggi del calcio raccontavano che le grandi squadre si costruiscono con un portiere forte e un centravanti altrettanto bravo e l’Inter, all’Eden Arena, ha dimostrato una volta di più di avere un gran portiere, Handa, che ha salvato due volte il match sull’1-1 (ovvero su Masopust e smanacciando oltre la sbarra una conclusione da fuori di Stanciu deviata da Vecino) e due centravanti esplosivi, Lukaku e Lautaro.
Fiato alle trombe allora perchè il 10 dicembre, al Meazza, vogliamo ancora ballare la Lu-La hop!

TABELLINO
SLAVIA PRAGA – INTER 1-3 (pt 1-1)
MARCATORI: 19′ Lautaro Martinez (I), 37′ Soucek (S. su rig.), 81′ Lukaku (I), 88′ Lautaro Martinez (I)
SLAVIA PRAGA (4-2-3-1): Kolar; Coufal, Kudela, Frydrych (39′ st Takacs), Boril; Soucek, Sevcik; Husbauer (25′ st Zeleny), Stanciu (13′ st Traore), Olayinka; Masopust. A disposizione: Markovic, Van Buren, Helal. Allenatore: Trpisovsky.
INTER (3-5-2): Handanovic; Godin, De Vrij, Skriniar; Candreva, Vecino, Borja Valero (31′ st Gagliardini), Brozovic, Biraghi (31′ st Lazaro); Lukaku, Lautaro. A disposizione: Padelli, Politano, Esposito, D’Ambrosio, Bastoni Allenatore: Conte.
ARBITRO: Marciniak (Polonia).
NOTE: Ammoniti: Kudela (S); L. Martinez, Vecino (I). Recupero: 2′ pt, 3′ st.


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