SASSUOLO-INTER 3-4 A volte ritornano..


A volte ritornano – di Carlo Codazzi
L’Inter batte la bestia nera, anzi neroverde, Sassuolo ma rivede i fantasmi degli anni passati quando alle prime difficoltà, soprattutto proprio contro il team del compianto Giorgio Squinzi, si scioglieva cadendo vittima delle proprie paure generando risultati da incubo. Già perché dominare un match per 72’ in vantaggio 4-1 contro il Sassuolo, non il Real Madrid, per poi ritrovarsi a difendere nel fortino, a denti stretti, il 4-3 rischiando addirittura nel recupero di beccare il gol del pareggio non si può non definire un incubo e il 4-4 sarebbe stato indiscutibilmente un risultato da incubo. Fortunatamente per l’Inter il triplice fischio del Sig.Giacomelli ha risvegliato i nerazzurri scacciando i brutti sogni e rispedendoli a un passo dalla capolista Juventus. La vittoria di Handanovic e soci va oltre i 3 punti perché ridà fiato alle trombe nerazzurre dopo i ceffoni (un tantino troppo severi per quanto visto in campo) subiti dal Barcellona e dalla stessa Juve. Tanto bella per 72’ la squadra nerazzurra quanto è stata inguardabile la sua brutta copia nel finale di gara e su questo aspetto mister Conte avrà sicuramente detto la sua nello spogliatoio. Comunque, oltre ai 3 punti ci sono state note positive. La prestazione delle punte è stata all’altezza delle ambizioni interiste con un Lautaro in gran spolvero e Lukaku decisamente più tonico e reattivo. Quattro reti ripartite tra i due attaccanti (con un quinto gol tolto dal Var all’attaccante argentino) sono un bel segnale del reparto avanzato in vista della sfida di Champions col Borussia lanciato proprio dopo la perdita di lunga durata di Alexis Sanchez. Rilevante anche la prova di Candreva rimpianto assai dai tifosi del biscione dopo il primo pallone maldestramente toccato da Lazaro, subentrato all’esterno romano, che ha originato la rete di Djuricic. Senza Stefano Sensi è toccato a Brozovic cantare e portare la croce. Il, croato ha toccato un’infinità di palloni impostando la manovra nerazzurra e andando anche a disturbare Traorè quando il pallone passava sui piedi dei padroni di casa. Brozo ha servito l’assist a Lautaro per l’1-0, ha sfiorato la rete con un bel fendente su punizione nel primo tempo, ma ha perso un paio di palloni sanguinosi e ha dormito un pochino in occasione del 4-3 neroverde. Conte ha dovuto far buon viso a cattiva sorte di fronte alle assenze e ha pensato anche al ravvicinato spareggio Champions di mercoledì nel comporre la formazione da mandare in campo a Reggio Emilia: spazio, quindi, a Bastoni per Godin, a Gagliardini per Sensi, a Biraghi per Asamoah e a Candreva per l’infortunato D’Ambrosio sulla corsia di destra. L’approccio alla partita è stato dei migliori con l’Inter subito a pressare e a trovare il vantaggio al 2’ con Lautaro. Controllo del gioco da parte interista pressochè costante con gli esterni a proporsi e Lukaku a dialogare bene con il compagno di reparto e con i centrocampisti. Le note stonate riguardano il reparto arretrato che ha incassato 7 gol nelle ultime 3 partite e che oggi ha lasciato a desiderare con errori individuali e collettivi in occasione delle 3 reti dei padroni di casa. Le note negative mostrano ancora una volta come il punto debole della formazione di Antonio Conte sia la scarsa affidabilità dei ricambi. Bastoni, ad esempio, ha alternato buone letture e chiusure a tentennamenti con l’aggravante di aver regalato agli avversari il pallone dell’azione del gol di Boga. Sulla parte mancina dello schieramento interista anche Biraghi ha lasciato perplessi con luci e ombre. Discreta la fase di spinta, con una percussione da applausi, nella ripresa, nell’area sassuolese, ma la mancata chiusura su Berardi in occasione dell’1-0 è da matita rossa così come il gol fallito di testa, a porta praticamente sguarnita, sempre nella seconda metà di match. Davvero pessimo poi l’impatto di Lazaro sulla gara con tocco maldestro al primo pallone giocato che ha dato il la all’azione del secondo gol neroverde così come è parsa sconcertante la sua “mollezza” nel farsi sfilare Boga sotto il naso aprendogli l’autostrada per il gol dell’illusorio 4-3. Lazaro così ha resuscitato il Sassuolo. A conti fatti il reparto (la difesa) che doveva essere il punto di forza dell’Inter “Contiana”, si sta inopinatamente mutando in un grosso punto debole. Ancora una volta il migliore del pacchetto difensivo è stato Stefan De Vrij non sempre ben supportato da Skriniar anche al Mapei. Lo slovacco non si è ancora adattato alla difesa a 3 e questo a gioco lungo può diventare un problema serio. Dicevamo dei ricambi. Le sostituzioni non hanno sorriso a Mister Conte perché quando sono usciti Lautaro e Candreva, ovvero i due migliori della squadra milanese, la luce si è spenta. Politano, infatti, non ha inciso e di Lazaro abbiamo scritto. La leggerezza e la superficialità, poi sfociate in panico, con cui l’Inter ha affrontato la parte terminale del match evidenziano anche un difetto di personalità che da anni affligge la beneamata. La sofferenza della sua truppa ha indotto il tecnico nerazzurro a inserire Vecino in prossimità dei titoli di coda per Lukaku. Una mossa che ha lasciato solitario Politano nel reparto avanzato, certo non l’attaccante con le caratteristiche migliori per tenere palla e far salire la squadra. Così l’Inter, schierata sin dall’inizio con il consueto 3-5-2, è passata al 3-5-1-1 ( nella pratica 5-3-1-1) e si è consegnata al forcing avversario richiudendosi nella propria area in apnea totale. Forse, sarebbe stato più utile tenere Lukaku in campo e inserire Godin (per un centrocampista o per Bastoni) che, dall’alto della sua classe ed esperienza, avrebbe potuto dare personalità e coraggio ai compagni evitandone lo sbandamento cui si è assistito. Certo, quando la coperta è corta è facile fare cambi e mosse tattiche discutibili. L’obiettivo del successo, comunque, è stato centrato e bisogna dare merito anche all’avversario che ha evidenziato un buon giro palla e talento dalla cintola in su. Sicuramente, ha influito sulla bella reazione nero verde anche il fatto che l’Inter ha abbassato i guantoni convinta di aver già in tasca i 3 punti con troppo anticipo, ma i cambi di De Zerbi e la modifica dell’assetto tattico apportata da quest’ultimo hanno rilanciato i padroni di casa passati dal 4-3-1-2 al 4-2-3-1 con Djuricic a pressare Brozovic costretto a rinculare in prossimità della sua area. Non è un caso sei i migliori del Sassuolo siano stati proprio Berardi, Caputo, Djuricic e Boga ossia i quattro attaccanti schierati nella mezzora conclusiva da De Zerbi. A far da contrappeso la pessima prestazione del pacchetto arretrato nero verde con Marlon a risaltare in negativo perché autore del fallo del primo rigore concesso all’Inter e della deviazione che ha tolto, al 90’, a una pericolosissima conclusione di Berardi la possibilità di regalare il pareggio al Sassuolo. Con il rabbioso finale il team di casa ha onorato la memoria del proprio patron, Giorgio Squinzi, recentemente mancato. Blindato il secondo posto adesso l’Inter si prepara alla battaglia con il Borussia. Non saranno ammessi errori come quelli visti a Reggio Emilia, ma su questo tasto batterà parecchio mister Conte e siamo certi che sarà ascoltato dai suoi ragazzi che non vorranno rivedere i fantasmi del passato e faranno in modo che non ritornino nemmeno per un’altra volta sola.

La cronaca:
Pronti via e corner per l’Inter. Sugli sviluppi Brozo appoggia a Lautaro che salta Tripaldelli e piazza un destro a giro imparabile per Consigli- al 13’ Gagliardini imbuca per Lautaro che aggira Peluso e calcia a lato da pochi passi. Al 16’ Beradi entra in area sulla sinistra, si beve Biraghi e fulmina Handanovic con un diagonale di destro. Al 26’ minuto Lautaro segna a porta vuota, sottomisura, ma il gol viene annullato per un presunto fallo di Lukaku su Traorè. Al 32’ è Caputo, scattato in profondità e arrivato solitario davanti ad Handamnovic, a vedersi annullare la rete del 2-1 per offside.. Al 36’ bel cross rasoterra di Lukasku su cui Lautaro non arriva per un soffio. Un minuto dopo Handanovic esce fuori dall’area e di piede ferma Caputo. Passa un altro minuto e De Vrji trova il corridoio per Lukaku che tiene distanza a Peluso e infila Consigli con un diagonale ravvicinato di destro. Al 41’ è Brozovic a sfiorare il palo su punizione, poi Marlon frana su Lautaro provocando rigore. Trasformazione perfetta di Lukakui che spiazza Consigli con un sinistro preciso. Nella ripresa al 3’ brillante percussione a sinistra di Biraghi che serve un bel pallone a Lukakau anticipato da Peluso, poi sugli sviluppi Obiang stende con un colpo al viso, in area, Lautaro, ma l’arbitro fa proseguire. Al 53’ Consigli si oppone prima a un sinistro di Lautaro poi a una botta di destro di Candreva. Scocca il 57’ e Biraghi fallisce il quinto gol di testa da ottima posizione poi è un destro di Caputo, sul’altro fronte, a mancare di poco il bersaglio. Il gol del 4-1 è nell’aria e arriva ancora su rigore: al 72’ Barella viene falciato in area neroverde da Muldur e Lautaro dal dischetto non perdona. Al 75’ Lazaro provoca un rimpallo che mette in moto Boga, palla a Caputo che fa da sponda all’accorrente Djuricic che, a sua volta, infila per il 2-4. All’82’ Bastoni disimpegna erroneamente su Duncan, pallone a Boga che si beve 5 avversari e piazza nell’angolino destro il gol del 3-4. Al 90’ Marlon devia a lato una botta da fuori di Berardi che poteva finire nella porta difesa da Handanovic.

SASSUOLO-INTER 3-4 (p.t. 1-3)
MARCATORI: 2′ Martinez (I), 16′ Berardi (S), 38′ Lukaku (I), 45′ Lukaku (I, su rig.), 71′ Martinez (I, su rig.), 74′ Djuricic (S), 81′ Boga (S)
SASSUOLO (4-3-1-2): Consigli; Tripaldelli, Marlon, Peluso, Muldur (31′ st Toljan); Obiang (7′ st Boga), Magnanelli, Duncan; Traorè (21′ st Djuricic):, Berardi, Caputo. A disp.: Turati, Russo, Defrel, Raspadori, Romagna, Piccinini, Ghio, Locatelli, Kyriakopoulos. All.: De Zerbi.
INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Candreva (28′ st Lazaro), Gagliardini, Brozovic, Barella, Biraghi; Lukaku (45′ st Vecino), Martinez (27′ st Politano). A disp.: Padelli, Berni, Godin, Ranocchia, Asamoah, Borja Valero, Dimarco, Esposito. All.: Conte.
ARBITRO: Giacomelli di Trieste
NOTE: Ammoniti: Obiang, Duncan, Magnanelli, Muldur (S); De Vrij, Lazaro, Bastoni (I). Recupero: 1′ pt, 5′ st
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