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POST MATCH Sassuolo-Inter

Interviste post match Sassuolo-Inter

di Carlo Codazzi

A sorprendere al  Mapei non sono stati solo il finale thrilling  della partita e il paracadutista planato sul terreno di gioco a gara in corso, ma anche l’assenza di mister Conte in sala stampa. “Conte non sta bene ed è molto provato – ha spiegato il suo vice Cristian Stellini chiamato a sostituirlo davanti a microfoni e taccuini –  e per questo non è qui presente”.

Sassuolo-Inter 3-4 Cristian Stellini, vice di Antonio Conte, nella sala stampa del Mapei

Le domande si sono subito incentrate sul sofferto finale interista: “ Ci fa ben sperare – ha risposto Stellini –  che nonostante la sosta per le nazionali non ci è mancato l’abbrivio  per partire  bene nella partita. In questa gara abbiamo fatto cose importanti per 70’, poi gli ultimi 20’ rientrano in ciò su cui dobbiamo lavorare e abbiamo lavorato sin qua. Ci vuole tempo  – ha proseguito -per far diventare una squadra a propria immagine e somiglianza. La strada da fare è lunga. E’ un bene che certe cose accadano perché ti danno lo spunto su dove approfondire il lavoro. Come vivo il mio compito di assistente di Conte? E’ un’emozione forte. Si è ricominciato un percorso insieme e adesso non seguo solo la difesa, ma ho un compito più globale. Sono felice di come lo staff intero sta lavorando e della disponibilità del gruppo a seguirci. Complimenti a tutto lo staff”. Il vice di Conte si è soffermato sulle condizioni di Sensi. “ Valuteremo come mettere Stefano in condizioni di giocare partite come quella che ci aspetta col Borussia. Ora non faccio previsioni. Complimenti a chi ha giocato al suo posto. Nel finale di oggi si è sofferto non per i giocatori impiegati o perché mancava qualcuno, ci è mancata lucidità in generale”. Stellini ha posto l’accento sull’importanza della vittoria sul Sassuolo: “ Questo successo è molto importante perché abbiamo risposto alla Juventus e perchè  è facile incappare in giornate storte dopo gli impegni con le nazionali  Se non parti bene con avversari ben organizzati e ben allenati come lo è il Sassuolo sono guai. Partire bene nella gara di oggi era fondamentale e lo abbiamo fatto. Nei pochi giorni in cui abbiamo potuto lavorare al completo – ha concluso – i ragazzi sono stati bravi a recepire le istruzioni e hanno giocato bene dominando per 70’, creando tante occasioni, segnando 4 reti e questo dobbiamo tenercelo stretto”.

Sassuolo-Inter 3-4 Roberto De Zerbi, tecnico del Sassuolo, nel post match al Mapei

Volto rabbuiato per mister De Zerbi nel post match. Il suo Sassuolo non ha completato la clamorosa rimonta e il bottino è restato a zero punti. “ Se sono arrabbiato per la sconfitta nonostante i 3 gol segnati? Io sono nato arrabbiato e se abbiamo perso coni 3 gol segnati non mi sposta nulla. Il ko dispiace perché sono legato a questo club e a questo gruppo. I ragazzi devono capire che il talento, la tattica, la corsa possono non bastare nel calcio. Bisogna sempre mettere in campo tutto, altrimenti sprechiamo il nostro talento e il nostro potenziale. Non si può aspettare di essere sotto di 3 reti  per giocare con grinta e cattiveria come abbiamo fatto oggi nel finale in cui abbiamo sfiorato il 4-4 che, per me, sarebbe stato meritato. Al di là delle nostre assenze perchè noi siamo in grado di sopperire alla mancanza di chiunque”.

De Zerbi non è caduto nella provocazione della polemica arbitrale: “Se mi sento tartassato per avere subito sei rigori contro in questo inizio di campionato? No. I rigori di oggi c’erano, nulla da dire. L’importante è che quando vengono assegnati a noi poi non si dica che non ci sono. Oggi  abbiamo fatto nel finale la nostra migliore prestazione? Abbiamo vinto 2 gare in precedenza giocando bene.  A Torino abbiamo perso facendo una buona prova. Oggi, rispetto al passato,  si è vista la reazione caratteriale che deve essere una cosa normale in uno sport di contatto, di fame come è il calcio. Se non diventa  abituale reagire così alle difficoltà, ripeto, i ragazzi buttano via il loro talento. Siamo una squadra forte  e più forte di quella dello scorso anno a mio parere. L’Anno scorso però avevamo cambiato poco o nulla nell’organico, mentre in questa stagione abbiamo cambiato molti giocatori. Questo fa la differenza, ma il talento non ci manca tanto che è difficile per me fare la formazione ogni volta. Mi dicono di Boga, ma lui se si fa saltare come se nulla fosse quando il possesso è avversario con me sta fuori sempre. Non guardo solo il talento che ce l’ha lui tanto come altri suoi compagni”. De Zerbi ha ripreso ad analizzare la sconfitta con Inter: “ Abbiamo faticato oggi quando ci siamo allungati – ha spiegato – nella seconda parte del primo tempo con Brozovic che portava a spasso Traorè lasciando a De Vrji la libertà di impostare a piacere. Avremmo dovuto forzare l’anticipo sulle punte, su Lukakau in particolare. Nella circostanza del gol del belga non lo abbiamo fatto, forse perché eravamo in area. Mi brucia il primo gol con Caputo che si è fatto anticipare da Candreva,  poi abbiamo perso due contrasti così la palla è finita a Lautaro e Tripaldelli gli ha concesso il suo piede. Sul fronte opposto, nell’azione del’1-1, Biraghi aveva chiuso il piede buono a Berardi bravo, quest’ultimo, a segnare ugualmente.  Ci vuole più malizia. Comunque Muldur, Tripaldelli e i due centrali hanno fatto una buona gara e sull’impegno non posso dire nulla alla squadra. La mossa del 4-2-3-1 valida anche per il futuro? Sono stato obbligato a farla. Tre punte più un trequartista poteva sembrare un azzardo, ma così non eravamo più uomo contro uomo ed eravamo più in pressione su Brozovic. Comunque, in futuro ci può stare questo modulo”. Il pensiero finale del tecnico neroverde è stato per Giorgio Squinzi: “Mi ritengo fortunato di averlo conosciuto, ma sfortunato per averlo vissuto troppo poco. Era una persona fine e elegante nei modi e negli sguardi. Aveva un gran spessore. Oggi  tenevamo, di fronte alla sua famiglia, a fare bene. Lavoro per una proprietà di persone veramente per bene che non sono facili da trovare nel mondo del calcio”.

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